L’Abruzzo delle montagne rosa di Spalletti

15 Aprile 2019

Omaggio all’artista nel Principato di Monaco: «Mi piace l’idea di dipingere le cime, mi fa sentire un pittore antico»

PESCARA. «Per fortuna mia trovo attenzione al mio lavoro, un nuovo progetto espositivo, un film che racconta la mia esperienza nei luoghi che più amo, il paesaggio abruzzese protagonista. Un incontro tra le diverse cose nel museo di Villa Paloma, nel Principato di Monaco. Tavole di colore offerte alla sensibilità di chi sa guardare».
Ettore Spalletti accenna al nuovo omaggio internazionale che lo attende mercoledì 17 aprile al Nouveau Musée National de Monaco (NMNM) quando sarà inaugurata – in forma privata alla presenza di sua altezza reale principessa Caroline di Monaco – la mostra a lui dedicata “Ettore Spalletti. Ombre d’azur, transparence”. Nella sala cinematografica del museo sarà inoltre proiettato in anteprima assoluta il biopic “Ettore Spalletti, Italia” scritto e diretto da Alessandra Galletta. Il documentario monografico (1h30’, sottotitoli francese e inglese) è il racconto della realtà quotidiana dell’artista abruzzese nei suoi luoghi – Pescara, la casa a Spoltore, lo studio a Cappelle sul Tavo, le abbazie, le montagne, il mare e il cielo d’Abruzzo – e racchiude un suo ritratto umano e artistico attraverso le numerose mostre personali nelle più importanti gallerie internazionali e musei.
Il nuovo progetto espositivo è curato da Cristiano Raimondi e realizzato appositamente per gli spazi di Villa Paloma attraverso un percorso costituito da quaranta opere nei sette ambienti articolati nei tre piani della Villa. La mostra sarà aperta al pubblico da giovedì 18 aprile e resta allestita fino al 3 novembre.
Gli spazi pensati e realizzati da Spalletti (Cappelle sul Tavo, 1940) mettono in scena, in maniera non cronologica, tutti gli aspetti del suo lavoro attraverso la presentazione di nuove importanti produzioni insieme a opere storiche provenienti sia dal suo studio che da importanti collezioni private. Tra le opere storiche, il “Disco” (1981) di cui l’artista rivela al nostro giornale: «Ricordo, una mattina in studio, ho sentito la presenza di un’immagine, ho pensato un po’ e dopo ho desiderato realizzarla in legno ricoperto di lacca nera. Era poggiato lì, sulla sua staffa, come se dovesse riprendere la sua storia di volo da un momento all’altro. Dopo più di vent’anni questa immagine è tornata nella piazza del Tribunale di Pescara: una Fontana persa nella noncuranza». Tra le opere recenti puntualizzano lo spazio della Villa alcune presenze scultoree che combinano assieme i colori che più rappresentano l’artista, il rosa dell’incarnato e l’azzurro atmosferico (“Vado di sole” 2018). I quadri di ultima produzione sono intitolati “Paesaggi” e “Dittici”. Tra i lavori più recenti si scoprono opere su carta dal titolo “Monti della Laga” e “Sirente Velino”, dove il pubblico abruzzese riconoscerebbe i profili delle sue montagne: qui la polvere pigmentata di colore che caratterizza tutta l’opera di Spalletti è ottenuta attraverso il pastello polverizzato che si sfuma fino a rendere l’immagine delle montagne astratta. «La montagna mi è sempre intorno», prosegue l’artista, «l’Appennino tocca in Abruzzo le vette più alte con il Gran Sasso. Le cime si compongono dando l’immagine di una donna sdraiata. Ho cominciato a dipingerla che ero molto giovane, dopo ho continuato in momenti diversi e sempre con luci diverse. Mi fa compagnia. Mi piace l’idea di dipingere una montagna, mi fare sentire un pittore antico».
L’ultima sala della Villa Paloma è pensata come un ambiente da abitare. «Il desiderio di toccare interamente una stanza, dalle pareti, al pavimento, al soffitto, è sempre stato nel mio lavoro» racconta l’artista. «Mi piace toccare tutto lo spazio. Penso all’opera come dono, come luogo di ospitalità». In questa sala il valore dell’ospitalità è portato alla sua massima espressione: il visitatore entrando nella sala ha la sensazione di immergersi dentro un quadro e, ad accoglierlo, c’è persino un vaso colmo di rose. L’artista ama molto i fiori, che non mancano mai nel suo studio, per questo luogo ha scelto la “rosa Caroline de Monaco”, come omaggio alla principessa.
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