L’Abruzzo inedito di Ashby a Castrovalva

24 Luglio 2019

Una mostra di fotografie dell’archeologo britannico sarà aperta da venerdì fino a domenica nella frazione di Anversa

Si terrà da venerdì fino a domenica, a Castrovalva frazione di Anversa degli Abruzzi, in provincia dell’Aquila, una piccola ma sgnificativa mostra con inediti scatti del territorio, a cura di Martina Villani, una giovane del gruppo “Ashby e l'Abruzzo”. Sarà esposta una serie di foto originali, con stampe al carbone, nell'ambito del Festival "Prospettive distorte '19” in un luogo tanto amato da Thomas Ashb (1874-1931) l’archeologo e fotofrafo britannico che visitò l’Abruzzo ritraendone i famosi scatti paesaggi, opere architettoniche e persone. Infatti oggi Castrovalva conta ufficialmente 9 abitanti, ma il borgo si anima d'estate con i giovani che vi ritornano. La mostra, a ingresso libero a qualsiasi ora, è ospitata in un’abitazione privata, ex stalla ristrutturata, con Martina Villani sempre presente.
Tra le fotografie della Collezione Ashby ci sono circa 200 immagini inedite che riguardano l’Abruzzo, regione che l’autore ebbe modo di visitare più volte tra il 1901 e il 1923. Si tratta di suggestive immagini di monumenti, di siti archeologici, di centri abitati e paesaggi, ma soprattutto prevale l’interesse per l'aspetto etnografico. L’elemento umano è fortemente caratterizzato dall’ambiente e dall’epoca. Contadini, personaggi con i costumi tradizionali, sono stati ritratti da Ashby prevalentemente in gruppi, mentre partecipano alle caratteristiche processioni in occasione di feste religiose, o durante lo svolgimento di fiere paesane. «La presenza di fotografie di genere antropologico può sembrare insolita», si legge nelle note di presentazione della mostra, «poiché gli archeologi o gli storici dell’arte fotografano generalmente solo elementi che rientrano nel settore specifico della loro disciplina. Da questo punto di vista Ashby rappresenta un’eccezione, poiché ha dimostrato un grande interesse anche per gli aspetti del “paese reale”. Egli ha raccolto e porta verso equilibri più maturi la straordinaria eredità dei viaggiatori inglesi rispecchiando nel suo modo di viaggiare quella stessa temperie culturale che, a partire dalla fine del Settecento, portò artisti e scrittori a superare i confini tradizionali del viaggio imposti dal Grand Tour d'Europa. Ashby rientra in quella schiera di viaggiatori che attraversarono la penisola italiana a piedi o in bicicletta, percorrendo itinerari non convenzionali, lontani dalle grandi città. Egli si lasciò dietro alle spalle le strade battute per avventurarsi attraverso percorsi montani impervi o sentieri di campagna, pervaso dal desiderio di scoprire le tante realtà delle province italiane e di attingere direttamente alla fonte di quella cultura. L’Abruzzo, terra integra per l’isolamento secolare in cui era rimasta, si rivelò una regione ricca di antiche tradizioni e di monumenti da esplorare».
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