L’Abruzzo ispira Lodola: è nata la sposa vestita di luce

17 Aprile 2023

L’Isabella Luminosa è scaturita dal disegno della stilista pescarese Caposano

PESCARA. Due metri e sessanta di altezza, posa leggiadra, elegante, vestita di luce. Tanta da «squarciare il buio che ci circonda» (cit. intervista al Centro del 2015). Rosso scarlatto e blu elettrico. I colori e le forme dell’abito da sposa realizzato dalla stilista pescarese Isabella Caposano.
Si chiama appunto “Isabella Luminosa” la statua che l’eclettico Marco Lodola (Dorno, 1955) artista di fama internazionale, presenta al Salone del Mobile di Milano giovedì 20 aprile nello showroom Ponzio, in via Giuseppe Barellai, dalle 10.30 alle 22.30 (cocktail d’inaugurazione alle18.30). L’artista lombardo, scultore, pittore, scenografo, illustratore, si è ispirato ad una recente creazione haute couture dell’atelier Caposano (Pescara) e ne ha tirato fuori «un esperimento interessante tra arte e moda che ho chiamato, in onore della sua creatrice, Isabella Luminosa».
«Mancava un abito illuminato» racconta il maestro Lodola, che il prossimo 29 aprile a Teramo vedrà inaugurata una sua scultura luminosa dedicata a Ivan Graziani. «Sono felice di essere stato l’artefice di quest’opera nata dalla conoscenza di Isabella Caposano, di cui ho apprezzato l’impegno nell’evocare uno stile in bilico tra heritage e nuovo rinascimento, che recupera ricami e dettagli tipici della tradizione e della cultura regionale italiana». «L’incontro con Isabella», continua Lodola, «è stato irradiante nel vero senso della parola per me che lavoro con la luce. I suoi capi da cerimonia e soprattutto gli abiti da sposa, mi hanno indotto ad una riflessione sul tema del matrimonio nella letteratura e nella cinematografia moderna. Da “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen a “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman, al nostro Alessandro Manzoni con i celeberrimi “Promessi sposi”». «Quando il maestro Lodola , in visita al mio showroom di Milano accompagnato da un amico comune, ha visto il bozzetto dell’abito disegnato per una sposa americana, mi ha proposto di collaborare alla sua installazione per il Fuori Salone», racconta Caposano. «Nel suo enorme laboratorio di Pavia non mi sono sentita sola, come se le sue sculture luminose fossero animate e mi parlassero», continua la stilista pescarese. «Con la luce Lodola illumina il sogno, è quanto faccio anch’io con le mie creazioni di moda. Il nostro è stato un incontro visionario fra tradizione e modernità, passato e presente».
«Approfittando per un giorno dello showroom dell’azienda di mio marito in centro a Milano, sulle quattro vetrine Lodola installerà i suoi Beatles luminosi, al centro dello spazio ci sarà il mio abito da sposa in rosso scarlatto e blu e alle spalle la sua statua luminosa, “Isabella luminosa”. Quanto a me, presenterò solo capi con applicazioni e ricami artigianali fatti a mano al chiacchierino e al tombolo, testimonianza del vero made in Italy che ci rende unici al mondo. Porterò un abito nero con corpetto interamente lavorato al chiacchierino, uno verde di tulle con fiori rosa fatti al tombolo, uno bianco in duchesse (tipo di raso, ndr) con il mio brand di pizzo al tombolo, un altro con corpetto in filet ricamato».
«Ci sarà modo», annuncia poi la stilista, «di condividere con l’Abruzzo questa mia esperienza visionaria in tandem con il maestro Lodola. Dopo l’evento di Milano vorrò presentare l’opera di Lodola a Pescara in atelier». Di Abruzzo raccontano anche le radici della sposa americana, Charlotte, protagonista proprio sabato 15 aprile del suo sogno d’amore insieme al suo Scott. «Una bellissima coppia matura, stile Beautiful», fa trapelare Caposano, «vivono a Chicago e lei ha parenti a Mutignano, frazione di Pineto in provincia di Teramo. Per la cerimonia hanno scelto Amalfi, incuranti delle distanze, da veri americani. Al ritiro dell’abito hanno chiesto una mia foto e hanno abbracciato uno per uno i componenti del mio staff con la promessa di un post sui social dove racconteranno il loro sogno. Per ricostruire il loro primo incontro Charlotte ci ha chiesto inoltre di realizzarle un caftano identico a quello che indossava all’epoca. La mia ricamatrice ha ricamato a mano quel tessuto di lino candido con un filo di seta azzurro, insomma siamo riusciti ad accontentarla in tutto, abbiamo tirato fuori la luce che ha dentro».