«L’Abruzzo mi regala amici e cocciutaggine “Makumba” vi piacerà»

11 Agosto 2021

La cantante romana in doppio concerto oggi a Tagliacozzo nel cartellone del Festival internazionale di Mezza Estate

TAGLIACOZZO. Spopola nelle radio con l’ironica “Makumba” e si prepara a incantare il pubblico del Festival internazionale di Mezza Estate di Tagliacozzo con la sua voce profonda e inconfondibile.
È Noemi. La rossa cantante 39enne romana sta girando l’Italia portando nelle piazze e nelle rassegne un’ondata di positività e buona musica. Oggi sarà a Tagliacozzo con un doppio spettacolo al chiostro di San Francesco – il primo con inizio alle 18.30 e il secondo alle 21.30 – dove proporrà alcuni tra i brani più noti della sua carriera, come “Sono solo parole”, “Vuoto a perdere”, “Non smettere mai di cercarmi”, e altre canzoni tratte dall’ultimo album “Metamorfosi”. Il direttore artistico della kermesse, Jacopo Sipari di Pescasseroli, l’ha fortemente voluta perché «l’obiettivo del Festival di Mezza Estate è offrire una programmazione che faccia dell’eleganza il suo valore aggiunto», spiega il musicista. E aggiunge: «Noemi è questo. Una gran signora della musica italiana dotata di immensa classe e stile. Lavorare con lei è un vero piacere. Siamo davvero tutti estremamente felici di averla nostra ospite per un concerto che resterà nel cuore di tutti». Il Centro l’ha raggiunta telefonicamente mentre si prepara ad arrivare in Abruzzo ed è già pronta con il suo bagaglio di sonorità a entusiasmare il pubblico del chiostro di San Francesco.
Noemi, lei è tornata sul palco dopo un lungo periodo di pausa dovuto alla pandemia, che emozioni e sensazioni sta riscontrando dal contatto con il pubblico?
«All’inizio, lo confesso, avevo un po’ paura. Dopo due anni che si è fermi mi chiedevo: chissà se riuscirò a essere me stessa, quali saranno i pezzi più cantati e chissà se ci verranno ad assistere ai miei concerti. Invece il riscontro è stato bellissimo: ho sentito subito molto calore. A Civitanova Marche ho cantato il giorno in cui scattava l’obbligo del green pass e avevo paura. Invece è andata benissimo. Tutti lo hanno correttamente esibito all’ingresso e non ci sono stati problemi».
In coppia con Carl Brave ha dato la sua voce al la canzone che è diventata subito il tormentone dell’estate, “Makumba”. Una sonorità diversa per lei, come è nata la collaborazione?
«Era da tempo che volevo collaborare con Carl, per me un cantautore molto interessante e bravo. Il brano che abbiamo realizzato riflette molto i nostri caratteri, noi siamo entrambi molto flower power. Mi è piaciuto da subito “Makumba” anche perché mi ha dato la possibilità di cantare qualcosa di diverso dai miei soliti brani. E poi mi sta dando tante soddisfazioni».
Quest’estate 2021 invece cosa sta dando a Noemi?
«Sicuramente tanta soddisfazione. Sia “Glicine”, sia “Makumba” sono disco di platino. Dopo essere stata ferma, in maniera direi innaturale, sono tornata sul palco e questo mi riempie di gioia. A me piace molto cantare per gli altri, è la cosa più importante. Sto portando in giro per l’Italia un tipo di spettacolo con un asset sul palco diverso dal solito perché non c’è la batteria, ma ci sono il pianoforte, le tastiere e la viola. E c’è anche un po' d’Abruzzo! Sì, esatto. Con me sul palco ci sarà anche la violoncellista aquilana Flavia Massimo, un vero orgoglio abruzzese. Sono molto contenta della sua presenza e di quella degli altri musicisti perché mi danno la possibilità di fare un concerto rivisitando alcuni dei pezzi storici senza cambiarne però il dna».
Nella carriera di Noemi l’Abruzzo ha lasciato il segno, con il maestro teramano Enrico Melozzi che nel 2012, l’ha diretta durante il Festival di Sanremo 2012 in “Sono solo parole”. Che rapporto si è creato tra voi?
Enrico Melozzi è un amico, siamo molto, molto legati. Ci siamo incontrati a Sanremo dove è venuto come direttore d’orchestra nel 2012, cantai "Sono solo parole", e poi è nata una bella amicizia. Posso dire che mi ha trasmesso un po' della sua cocciutaggine e testardaggine tipica abruzzese. E’ un professionista, ho tanti bei ricordi della nostra esperienza insieme».
Al 37° Festival di Mezza Estateporterà il suo “Metaforsi”. Un album nuovo, un approccio nuovo alla vita e alla musica?
«“Metamorfosi” rappresenta un nuovo modo di fare le cose. Io sono molto d’impeto, mi fa molta paura pensare. Con il tempo ho imparato che non è così. La mia metamorfosi non è stata solo fisica, ho cambiato anche il modo di approcciarmi alla vita. Questo mi ha permesso di recuperare dinamismo nella mia vita e nella mia musica. Aggiungendo e togliendo senza perdere di vista l’essenza e mettendomi alla prova».