L’ACERO

«L’acero indossa una sciarpa più gaia./ La campagna una gonna scarlatta/ Ed anch’io, per non essere antiquata /mi metterò un gioiello». Così scrive Emily Dickinson. Dappertutto, sugli alberi...
«L’acero indossa una sciarpa più gaia./ La campagna una gonna scarlatta/ Ed anch’io, per non essere antiquata /mi metterò un gioiello». Così scrive Emily Dickinson. Dappertutto, sugli alberi striminziti nei viali cittadini, nei pochi parchi delle città, lungo i fianchi delle colline e delle montagne sta cambiando il colore delle foglie. Dopo l’infinità varietà del verde estivo e primaverile, le foglie fanno sfoggio di quell’impasto cromatico che solo il vento, l’aria, l’acqua, il mare e il sole sanno creare: nascono i rossi, gli arancioni, i viola, i marroni, i gialli e quelle infinite tonalità che variano di ora in ora, prima che le foglie finiscano tappeto scricchiolante sotto i nostri passi. È una ubriacatura solenne. Si tolgono i vestiti estivi dal guardaroba affidandosi al cambio di stagione, al pensiero di un’altra estate che verrà. È uno scialo, l’autunno, un eccesso di bellezza a cui tutte le foglie, di tutte le forme, collaborano. Cominciano quelle del pioppo, una fiammata lunga che si alza verso il cielo; poi quelle dei pruni e degli aceri, tra il giallo e il rosso; brucia l’arancio intenso dei tigli e dei platani. I sempreverdi se ne stanno orgogliosamente in disparte. La quercia adotta un’altra strategia: le foglie assumono un colore dorato, oro vecchio, partecipano alla danza cromatica ma restano appiccicate sul ramo: la Roverella, ad esempio, lascia seccare le foglie sui rami fino alla primavera successiva, allo spuntare dei nuovi germogli. Solo allora le lascerà andare. Una piccola astuzia per ingannare il tempo? Gli umani come gli alberi, cambiano colore. Il guardaroba autunnale predilige le sciarpe e i colori accesi; anche se ormai è una marea nordica e nera quella che prevale, qualche ostinato si adegua allo splendore che ha intorno indossando rossi, arancio, gialli, fuxia. Nel parco, ieri, in mezzo al verde autunnale, splendeva ancora una margherita. Folle, inattuale, sbadata; in ritardo o in anticipo. Chissà.