L’Adriatico e il Tirreno dalla Sella Malecoste

La vista dei due mari salendo dal versante sud del Gran Sasso
Il massiccio del Gran Sasso, osservato nel suo versante sud, è una lunga e altissima catena montuosa che inizia con il Monte San Franco ad ovest, passa per il Pizzo di Camarda, e raggiunge il Corno Grande. In mezzo si nota una sorta di “gradino” la cui parte bassa è la Sella delle Malecoste e quella alta la cima omonima: oggi arriveremo a quel gradino e saliremo sulla Cima delle Malecoste .
Il nome di questa elevazione indica un “pendio impervio”, tuttavia l’escursione non presenta difficoltà tecniche anche se il dislivello è notevole (1300 m) e per l’esposizione a sud del sentiero si consiglia di partire presto al mattino. Sulla strada provinciale 86 che unisce Assergi al Passo delle Capannelle, dopo circa 5 km si giunge ad uno spiazzo (circa 1 km prima di San Pietro della Jenca) dove si parcheggia si attraversa la strada e si comincia a percorrere il sentiero indicato da un cartello in legno che, in circa 20 minuti, raggiunge un fontanile.
Il sentiero sale parallelamente ad un vallone, e a quota 1500 m circa cambia direzione volgendo ad ovest dove si trova un torrione roccioso caratteristico e una fascia rocciosa, detta i Pizzi, che si deve aggirare. Intanto il panorama si dispiega verso est con la vallata del Vasto, la Valle dell’Aterno, in fondo la Majella e ad ovest con il Monte san Franco e l’incavo del Passo delle Capannelle. La salita è impegnativa, si superano i balzi rocciosi, si piega verso est attraversando stazzi, il Prato Mascepà e si giunge dopo circa tre ore alla base del “gradino”, cioè la Sella delle Malecoste (2220 m). Ci si può riposare per un po’ sedendosi su questa amaca naturale ad osservare la parete nord delle Malecoste, un incanto in qualsiasi stagione, la forchetta di Falasca, le Valli del Venacquaro e Chiarino, il maestoso Monte Corvo e poi il Lago blu di Campotosto. In silenzio per qualche lungo indimenticabile istante si gode della vista delle più belle valli ed elevazioni del massiccio con il Pizzo di Camarda che spicca altezzoso, come sempre, a sud la piramide del Velino e il massiccio del Monte Ocre.
Riprendiamo il cammino per salire gli ultimi 200 metri di dislivello tra sassi e rocce e superiamo il “gradino”: finalmente siamo sulla cima delle Malecoste 2444m (6 km, 3-4 ore). Sembra di volare: planiamo sul mare Adriatico passando tra il Pizzo d’Intermesoli e il Monte Corvo, poi ci dirigiamo sui due Corni e il Pizzo Cefalone con la sua Sella dei Grilli. Proprio prima di Pizzo Cefalone si nota una croce metallica a picco sulla vallata sottostante: si tratta del gendarme del Cefalone, ribattezzato Cima Giovanni Paolo II in ricordo del Papa che frequentava il Gran Sasso.
Dalla cima delle Malecoste la vetta del Papa si può raggiungere facilmente con un po’ di saliscendi (2 km, circa 40 minuti) e sicuramente merita una visita data la sua posizione vertiginosa. Dalla parte opposta, cioè da est, la cresta per raggiungere la suggestiva cima è molto aerea e adatta solo ad escursionisti esperti. Si torna indietro per la stessa via, a godersi ancora lo spettacolo che nelle giornate terse comprende anche il Mar Tirreno, il Monte Terminillo, oltre ai grifoni e migliaia di fiori.
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