L’Africa di Zalone e la classe operaia di Ken Loach

A quattro anni da “Quo vado?” e dall'incasso record di 65 milioni di euro Checco Zalone, al secolo Luca Medici, torna domani nelle sale con il quinto lungometraggio “Tolo Tolo”, il primo da regista...
A quattro anni da “Quo vado?” e dall'incasso record di 65 milioni di euro Checco Zalone, al secolo Luca Medici, torna domani nelle sale con il quinto lungometraggio “Tolo Tolo”, il primo da regista per l’attore pugliese (finora diretto da Gennaro Nunziante), che ha scritto la sceneggiatura con Paolo Virzì. Prodotto da Taodue, il film è distribuito in oltre 1100 copie da Medusa e già dopo il brindisi di mezzanotte lo si potrà vedere in anteprima nei cinema dei circuiti Uci e The Space (in Abruzzo al The Space di Montesilvano, alle 00.05 del primo gennaio). Preceduto dal videoclip “Immigrato”, che chiaramente ironizzava sui pregiudizi verso i neri ma ha ugualmente scatenato ridicole polemiche, “Tolo Tolo” (Solo, solo) vede il maldestro e viziato Checco emigrare in Africa dopo aver fatto fallire il ristorante dello zio (Nicola Di Bari, la sua “Vagabondo” nella colonna musicale che sfoggia anche Endrigo, Modugno, Reitano) e inguaiato la numerosa famiglia. In fuga da creditori e ex mogli, Checco tenta di rifarsi una vita in Kenya mentre in Italia notiziari e talk lo danno per disperso. Cameriere in un resort, fa amicizia col collega Omar (Souleyman Silla), che sa tutto del cinema neorealista italiano. Lo scoppio di un conflitto costringe Checco a scappare dal villaggio e affrontare lo stesso infernale viaggio dei migranti per tornare a casa. L’attrice francese Manda Touré è la bella Idjaba, che cerca di portare in salvo il suo Doudou (Nassor Said Birya) e della quale Checco s’innamora. Il viaggio lo cambierà, guarendolo dai grossolani pregiudizi. Alexis Michalik (regista del bellissimo “Cyrano mon amour”) è il giornalista francese Alexandre, Antonella Attili la madre di Checco, Giovanni D'Addario l’arrampicatore politico Gramegna, Barbara Bouchet la signora Inge; camei di Nichi Vendola, Enrico Mentana, Massimo Giletti.
In sala da oggi “Playmobil: The Movie”, film franco-tedesco di animazione dell’esordiente Lino DiSalvo, animatore cresciuto in casa Disney. Nel primo lungometraggio dedicato ai famosi giocattoli della storica azienda tedesca, la giovane Marla (Anya Taylor-Joy) corre in aiuto del fratellino minore Charlie (Gabriel Bateman), scomparso inaspettatamente nell’universo magico e animato dei suoi gocattoli preferiti, ma viene anche lei risucchiata nel mondo Playmobil.
Altre due novità, giovedì 2 gennaio. Tre anni dopo la Palma d’oro a Cannes per “Io, Daniel Blake” col 26esimo lungometraggio “Sorry We Missed You” l’83enne Ken Loach, cantore della working class, continua a fare cinema militante e di denuncia delle ingiustizie sociali. Stavolta racconta una delle tante forme di nuova schiavitù e sfruttamento dei lavoratori. Il maturo Ricky (Kris Hitchen), la moglie Abby (Debbie Honeywood) e i figli, l'11enne Liza (Katie Proctor) e l'adolescente ribelle Seb (Rhys Stone), vivono modestamente a Newcastle. Abby fa la badante e Ricky, perso il lavoro, s’indebita per comprare un camioncino e fare consegne a domicilio per una ditta in franchise. Senza diritti e tutele sarà stritolato in un meccanismo ossessivo che travolgerà pure la famiglia. Preparare i fazzoletti per “18 regali” di Francesco Amato, film ispirato alla storia di Elisa Girotto. Ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini). La donna, morta di tumore, ha pensato questo modo per restare accanto alla figlia, preparando 18 regali, uno per ogni compleanno fino alla maggiore età. Prima di scartare l’ultimo dono la ragazza ha un moto di ribellione e scappa dalla festa organizzata dal padre. Mentre vaga di notte è investita da un’auto. Al risveglio si trova davanti la madre che non ha conosciuto.
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