L’amore secondo Mozart va in scena al Marrucino

11 Dicembre 2018

Il 14 e il 16 dicembre il “Così fan tutte” chiude la stagione lirica del teatro di Chieti A dirigere l’Orchestra sinfonica abruzzese e il musicista teatino Marco Moresco 

CHIETI. Un ironico gioco sull’amore e sui rapporti di coppia attraverso una scommessa in grado di mettere a dura prova la fiducia tra due fidanzati. Sarà il “Così fan tutte”, ossia “la scuola degli amanti”, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte, a chiudere la stagione lirica del Teatro Marrucino con appuntamento fissato per venerdì 14 dicembre alle ore 20,30 (replica domenica 16 alle 17,30), nell’allestimento dell’Associazione Arena Sferisterio di Macerata e della Fondazione Teatro delle Muse di Ancona. Un'opera in cui il travestimento diventa un opportuno strumento per scoprire le verità segrete dell’animo umano e dove la musica di Mozart è pronta a trasmettere tutta l’emotività e l’instabilità di ciascun individuo, interpretando sia l’elemento comico che quello sentimentale della pena amorosa. Uno scherzo, insomma, che però finisce per spingersi troppo avanti, fino ad assumere dei toni pericolosamente seri.
«La regia di Pier Luigi Pizzi, uno dei maestri del teatro italiano in senso assoluto, dotato di un personalissimo linguaggio, assicura grande spessore a questa edizione del capolavoro mozartiano», afferma il direttore artistico del Marrucino, Ettore Pellegrino, «con il quale chiudiamo una stagione lirica per noi davvero importante. Importante come la presenza, a dirigere in questa occasione l’Orchestra sinfonica abruzzese e il Coro del Teatro Marrucino, del brillante musicista teatino Marco Moresco, artista molto apprezzato per la sua trasparenza ed espressività».
Ed è lo stesso maestro Moresco a commentare: «Un onore e un piacere lavorare con Pizzi cercando attentamente di conferire a questa opera buffa un ritmo, una velocità anche musicale in linea con lo spettacolo che riesce a mantenere sempre, nella sua complessità, una grande forza espressiva».
Sicuramente brillante la trama, ambientata a Napoli, che vede i giovani Guglielmo e Ferrando scommettere con l’anziano Don Alfonso sulla fedeltà delle rispettive fidanzate, Fiordiligi e Dorabella. Una scommessa di cento zecchini per provare ai due amici che le loro ragazze «non son diverse dalle altre donne». Non resta quindi che farle cadere in tentazione, attraverso un travestimento che vedrà invertite le coppie e vincendo un po’ alla volta le loro resistenze grazie anche all’aiuto della scaltra Despina che le invita a «divertirsi un poco, e non morire dalla malinconia».
La situazione sembra degenerare, poi la conclusione, davvero serrata, a prevedere una lieta riconciliazione con le coppie destinate felicemente a ricomporsi mentre tutti cantano la morale: «Fortunato l'uom che prende ogni cosa pel buon verso e, tra i casi e le vicende, da ragion guidar si fa». Al di là dell’audace incursione sul tema dello scambio di coppie, resta il contrasto tra gli impulsi e la coscienza il filo conduttore di “Così fan tutte”, in definitiva un vero dramma giocoso, che debuttò al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790 e fu scritto da Mozart su commissione dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo. In molti, all’epoca, ritennero che la trama fosse stata decisamente ispirata da un episodio realmente accaduto nella capitale austriaca, ma in ogni caso, la trascendenza e l’universalità del dramma sono puntualmente proposte ed enfatizzate da una ricchezza musicale che, oltre a trasmettere profonde sensazioni emotive, finisce per esaltare la psicologia degli stessi personaggi mettendo in scena il gioco dell’amore e delle relazioni. Elementi dominanti, al tirar delle somme, della “commedia umana” con il segreto del successo dell’opera tutto raccolto, appunto, nella magia di una musica con profondi risvolti introspettivi, nella storia arguta e intrigante di una scommessa pericolosa e nella ricchezza d’invenzioni musicali con le quali Mozart seppe sapientemente impreziosire il dramma.
Di grande valenza artistica il cast di cantanti con Arianna Venditelli e Cecilia Molinari nei ruoli di Fiordiligi e Dorabella mentre Gianluca Margheri e Alasdair Kent saranno Guglielmo e Ferrando.Despina sarà interpretata da Francesca Benitez, ruolo di Don Alfonso affidato ad Andrea Concetti. A preparare e guidare il Coro del Teatro Marrucino il maestro Christian Starinieri.
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