L’anima latina di Domenico Imperato

11 Novembre 2018

Il cantautore sarà in concerto oggi al CuntaTerra di Brecciarola di Chieti

CHIETI. Oggi alle 18 nello spazio di CuntaTerra a Brecciarola di Chieti (in via Aterno 379) ospiterà un concertodel cantautore Domenico Imperato, accompagnato dal violoncello di Flavia Massimo. Imperato presenterà canzoni tratti dal suo ultimo disco dal titolo Bellavista, pubblicato il 2 febbraio 2018 per Lapilla Records/Ponderosa Records. Il disco è uUn viaggio musicale fatto di storie di vita vissuta e sognata, in cui il rock incontra il pop e l’elettronica danza insieme alla world music.
«Domenico Imperato», spiega Fiorella Vacirca, nelle note di presentazione del concerto, «è uno di quei cantautori italiani che sembra aver capito tutto della musica: quella italiana, quella internazionale, quella brasiliana, basta che sia musica e lui riesce a prenderla, impastarla e inciderla con invidiabile precisione. “Bellavista” è un album di incredibile varietà di stili incastrati benissimo fra di loro. Si viaggia dal Brasile alla Patagonia, per tornare in Italia con atmosfere più che tradizionali. L'album promette bene fin dalle prime note e mantiene alla grande con la title track, che va a chiudere un viaggio inaspettato e da ripetere».
Il biglietto d’ingresso al concerto costa 8 euro
Imperato, dice di se stesso il cantautore sul suo sito internet ufficiale, «è un cantautore metà uomo e metà chitarra. A 12 anni gli fu regalata la sua prima chitarra e da allora non ha mai smesso di scrivere, cantare e suonare. Vincitore del Premio Fabrizio De Andrè 2014, si è trasformato con il tempo in un esploratore dell’universo della canzone d’autore alla ricerca di metriche, parole, accordi e arpeggi nuovi. È nato nel tacco dell’Italia ad Acquaviva delle Fonti, da madre pugliese e padre napoletano, ed è cresciuto in Abruzzo a Pescara. Ha vissuto per alcuni anni su un nave dal nome Lusofonia, prima in Portogallo e poi fino alle coste del Brasile. Mentre danzava in un rito di macumba gli è stato detto che nel suo canto c’è qualcosa di moro. Ha cercato con “Postura Libera” di mischiare il suo sangue meridionale in nuove forme di Tropicalismo Mediterraneo. Poi ha deciso di rimettere i piedi sulla sua terra natale».
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