L’arte dei Di Simone in mostra a Castelli

7 Agosto 2017

Inaugurata una personale dei pittori e ceramisti Nino e Giantommaso nel borgo animato da altre due esposizioni

CASTELLI. L’artista castellano Nino Di Simone torna a esporre dopo trent’anni nella sua amata Castelli e lo fa, proprio come allora, a cielo aperto e tra le vie del borgo. Dieci sculture che vanno dalla mitologia e le Metamorfosi di Ovidio, al delicato tema del terremoto e della rinascita per culminare con il trionfo dell’amore nella porta degli innamorati dove le coppie possono lasciare biglietti con i propri pensieri sono le protagoniste della “Personale Nino e Giantommaso Di Simone 3.0” che è stata inaugurata, sabato pomeriggio, alla presenza del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, del vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Michele Seccia, del sindaco di Castelli, Rinaldo Seca e di un numeroso pubblico.
La centralissima via Concezio Rosa con la sua scalinata si è trasformata in un museo all’aperto dove poter ammirare insieme alla sala espositiva dell’hotel Art’è e per tutta l’estate le opere del maestro e di suo figlio Giantommaso che hanno esposto già in vari musei del mondo, da New York a Mosca. Un ritorno per lo scultore, pittore e ceramista che nel 1987 espose insieme al noto artista Ernesto Treccani nella stessa scalinata e con la stessa emozione che oggi ha condiviso con il figlio Giantommaso. E con questa esposizione «dove si parla d’amore e che toccherà tappe internazionali con la Romania dopo Castelli», come ha spiegato Nino Di Simone, gli artisti hanno voluto omaggiare il proprio paese dove vivono e che ispira la loro arte.
«Questa straordinaria mostra rappresenta la volontà di rinascere della comunità castellana e di ripartire dalle sue più virtuose espressioni artistiche», ha detto Seca. «Ringrazio Nino e Giantommaso Di Simone per questo atto d’amore verso la nostra Castelli. Dopo le tante difficoltà dovute all’avvicendarsi degli eventi calamitosi sono orgoglioso della risposta artistico-culturale che Castelli ha saputo mettere in campo anche grazie alle due mostre che ci sono in questo periodo e che rimettono il borgo della ceramica al centro della proposta culturale della regione Abruzzo».
Altre due mostre, infatti, arricchiscono l’agosto castellano. Al liceo artistico per il design Grue è visitabile fino al 3 settembre “La tradizione del futuro. I 110 anni della scuola d’arte”, 250 opere di 80 autori per celebrare i 110 anni della scuola castellana ideata da Domenico Verdone, e nel Museo delle ceramiche fino al primo ottobre c’è la mostra “I Cascella e la ceramica in Abruzzo nel primo Novecento”, un vero omaggio a Castelli, ma ancor di più all’Abruzzo. «La mostra è la dimostrazione che Castelli non vuole abbattersi, ma vuole lottare per difendere la sua grande tradizione»,spiega Giovanni Giacomini, direttore del Museo, «ed è un omaggio che la patria della ceramica abruzzese vuole fare a un gruppo di artisti di fama che nel primo Novecento hanno utilizzato la ceramica e non solo per esaltare, valorizzare le nostre tradizioni, la nostra cultura e i nostri costumi. Un amore verso la nostra terra che merita tutto il nostro rispetto».
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