L’arte di Carl Borromäus Ruthart

23 Giugno 2019

All’Abbazia di Santo Spirito al Morrone in mostra le opere del pittore polacco

SULMONA. L’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, un tempo casa madre dell’ordine celestino, accoglie uno dei suoi figli più illustri, ospitando, da ieri, una mostra realizzata dal Polo museale dell’Abruzzo. Frutto di un’importante collaborazione internazionale con il Museo nazionale di Danzica diretto da Wojciech Bonislawski, articolata intorno al corpus di dipinti del Munda dell’Aquila, con prestiti da altri musei e collezioni private, l’esposizione dedicata a Carl Borromäus Ruthart (Danzica 1630 - L’Aquila 1703), intitolata “Natura e spiritualità- Carl Borromäus Ruthart”, svela, per la prima volta in Italia, aspetti inediti e poco indagati della sua arte, celebrata da illustri contemporanei, contesa dai più sofisticati committenti, tra cui Cosimo de Medici e il principe di Liechtenstein, distribuita oggi nelle più importanti raccolte del mondo, dal Getty Museum a Los Angeles al Louvre a Parigi, al Museo nazionale di Stoccolma.
La mostra, ben più ampia rispetto a quella allestita nel museo di Danzica, accoglie le opere dell’artista proprio nell’Abbazia che lo vide monaco celestino, costantemente in dialogo con quella natura e spiritualità così tanto presente nel suo percorso creativo, esercitato anche all’Aquila in Santa Maria di Collemaggio per oltre trent’anni.
Ieri mattina, Lucia Arbace, curatrice della mostra insieme a Filippo Maria Ferro e Magdalena Mielnik, ha presentato, assieme ai principali protagonisti dell’iniziativa, l’esposizione dedicata a Carl Borromäus Ruthart, un artista misterioso, pittore ricercato, che continuò la sua carriera da monaco celestino onorando proprio quel territorio abruzzese che aveva ispirato la sua arte e la sua fede. Famosissimo per le cacce, Ruthart è anche abile ritrattista e illustratore dei fasti di Celestino V, nonché pittore di paesaggi e nature vive o morte, autore di dipinti realizzati non solo con i pennelli e i colori, ma con slancio emotivo che dona evidenza ad animali e ambienti naturali. Accompagna la mostra un catalogo in tre lingue (336 pagine interamente a colori), frutto delle importanti ricerche condotte dagli studiosi polacchi e italiani che hanno affiancato i tre curatori.
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