«L’arte di narrare ha bisogno di tempo e amore»

29 Maggio 2019

Lo scrittore abruzzese racconta i segreti della Scuola Macondo – Officina delle Storie 

PESCARA. Il più richiesto è il corso di scrittura creativa, organizzato su tre livelli. Ma sono davvero numerose e variegate le proposte della Scuola Macondo – l’Officina delle Storie di Pescara, diretta dallo scrittore Peppe Millanta. Dal 2017, quando nasce come progetto pilota, è cresciuta sempre di più, allargando l’offerta formativa e spostandosi anche fuori città. Il corpo docente è composto da autori, sceneggiatori, poeti, scrittori, editori, giornalisti, critici, attori, registi. Tra i nomi di spicco c’è quello di Simone Cristicchi: il direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo è tra i docenti del corso di Sceneggiatura e Drammaturgia.
Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma in Drammaturgia e Sceneggiatura, dopo anni dedicati al teatro e alla musica con il suo gruppo “Peppe Millanta & Balkan Bistrò”, Millanta ha esordito nel mondo letterario nel 2018 con “Vinpeel degli orizzonti”. Con il romanzo, pubblicato da Neo Edizioni, l’autore originario di Francavilla ha conquistato importanti riconoscimenti, tra cui il Premio John Fante.
Quando e come nasce la Scuola Macondo?
Nel 2017, con un progetto pilota su Pescara che si chiamava Metropolitana Macondo: dieci spazi non convenzionali tra librerie, pub, circoli, negozi, che ospitavano dieci corsi dedicati a varie forme di scrittura. Visto il successo dell’iniziativa, nel 2018 abbiamo inaugurato uno spazio tutto nostro nel centro di Pescara, allargando l’offerta formativa e proponendo, oltre ai laboratori, varie rassegne dedicate ai libri, ai concerti, alle performance, ai reading. Volevo creare nella mia regione quello che ero stato costretto a cercare fuori: un posto dove chiunque potesse entrare in contatto con la scrittura, dove potersi formare. Sognavo un luogo che potesse offrire a tutti la possibilità di condividere e coltivare questa “strana passione” di inventare e costruire storie, nel posto dove sono nato.
Dove si tengono i corsi?
La sede operativa è a Pescara, vicino a Piazza Salotto, ma svolgiamo le nostre attività in molti altri posti: Termoli, San Valentino, Francavilla, Majelletta. Da ottobre inizieremo i corsi anche a Roma e a Cave. Ci piace molto fare rete con le realtà presenti sul territorio, andiamo dovunque ci sia una realtà interessata a far avvicinare persone di ogni età alla scrittura e alla lettura.
Chi sono i docenti della Scuola Macondo?
Siamo in tanti, troppi per citarli tutti. Questo per due ragioni, che rispecchiano la filosofia della Scuola Macondo. Non crediamo nei corsi referenziali, dove un solo docente spiega soltanto il suo modo di intendere e di approcciare l’arte del narrare. Crediamo sia fondamentale, per un aspirante autore, confrontarsi con più punti di vista possibili, con più modi di intendere la scrittura. In secondo luogo perché proponiamo corsi annuali, offrendo molte ore di insegnamento suddivise in vari moduli. Diffidiamo dai corsi brevi. Scrivere comporta, oltre all’entusiasmo e alla passione, anche e soprattutto costanza. Bisogna masticare bene quanto si apprende, metabolizzarlo, introiettarlo. Bisogna avere il tempo per essere letti.
Quali i corsi più richiesti?
Il corso di scrittura creativa è quello che riscuote più successo: un percorso dedicato alla narrativa, organizzato su tre livelli. Il corso di scrittura poetica, organizzato da Barbara Giuliani, ci regala sempre un mucchio di novità. Quello di Drammaturgia e Sceneggiatura, organizzato con il Mediamuseum e il Tsa, vedrà i ragazzi impegnati alla fine dell’anno nella realizzazione di un cortometraggio con la Peperonitto Film e nell’allestimento di corti teatrali con gli attori del Tsa. C’è, poi, il corso di scrittura autobiografica. In molti si stanno interessando anche a quello di Lettura creativa, un piccolo viaggio dentro le storie contenute nei libri.
A frequentare i corsi è chi lavora con la scrittura o anche semplici curiosi che vogliono cimentarsi in questa arte?
Generalmente sono curiosi di ogni fascia di età. Abbiamo allievi tra i 10 e i 70 anni. C’è chi scrive già, chi ha letto molto, chi vuole capire il meccanismo che si cela dietro una buona storia, chi ha velleità professionali e chi no. Un’utenza davvero trasversale, che è poi alla base dell’approccio inclusivo della Scuola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA