L’arte di Nicola D’Antino all’Aurum

Domani un convegno sullo scultore di Caramanico autore di opere monumentali
PESCARA. Nicola D'Antino è un'artista di Caramanico, scultore autore, tra l'altro, delle statue che si vedono sul Ponte Littorio (oggi Ponte Risorgimento) nelle cartoline degli anni Trenta di Pescara. I pescaresi avranno visto tante volte le immagini antiche di quel ponte, senza però interrogarsi circa la provenienza di quelle statue. L’associazione “Pescaratutela” ha provveduto due anni fa a sporgere una denuncia internazionale per la sottrazione delle quattro Statue, avvenuta ad opera dei tedeschi in ritirata agli inizi del giugno 1944. Un disperato tentativo di rintracciare i segni della memoria della città.
Ma le opere monumentali più importanti di questo artista sono all'Aquila (la Fontana luminosa e la Fontana gemella) e a Roma, al Foro Olimpico, con due sculture. Nicola D’Antino, è uno degli ultimi esponenti di quel movimento che, a partire dalla fine dell'Ottocento, ha dato molto alla cultura nazionale e internazionale e che aveva il centro nevralgico nel cenacolo michettiano.
Il Comune di Caramanico, in questi ultimi anni, con il sindaco Simone Angelucci, ha provveduto a varie iniziative dia valorizzazione, come la trasformazione dell’abitazione in cui nacque l’artista in “Casa d’arte Nicola D’Antino” dove, l’estate scorsa, si sono svolte mostre ed eventi di vario genere. Rimane l’idea di organizzare una grande mostra antologica sollecitata anche da Vittorio Sgarbi. Di questa mostra si parlerà nell’incontro organizzato da “Pescaratutela - Laboratorio provinciale di storia locale”, domani alle 18 all’Aurum di Pescara, in cui verrà esposto il modello d’autore in bronzo di una delle quattro statue del Ponte Littorio e precisamente “Allegoria della pastorizia”. Questa esposizione è resa possibile grazie a Pasquale Del Cimmuto che interverrà alla manifestazione insieme a Maria Grazie Tolomeo Speranza, Paola Di Felice, Simone Angelucci, alla Soprintendente Rosaria Mencarelli, Carmelo Grasso, comandante del Nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Ancona, e a Giovanni D’Antino, nipote dell’artista.
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