L’espressionismo di Sassu a Chieti

Aperta la mostra nel Museo universitario dell’ateneo Gabriele d’Annunzio
CHIETI. Si è inaugurata, ieri, nell’auditorium del Museo universitario di Chieti, la mostra “L’espressionismo lirico di Aligi Sassu”, il nuovo appuntamento dei “Cicli dell’arte”. La rassegna a tappe, che il museo dell’università d’Annunzio ha organizzato d’intesa con la Fondazione Immagine, presenta l’importante collezione d’arte contemporanea che ha acquisito grazie alla generosità del mecenate abruzzese, Alfredo Paglione. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti Luigi Capasso, direttore del Museo universitario, la professoressa Elena Pontiggia, storica dell’arte, e Alfredo Paglione. La serie dei “Cicli dell’arte - Le collezioni di Alfredo e Teresita Paglione” ha già avuto due tappe. La prima, “Il fascino dell’Immagine” (21 dicembre 2018 - 8 marzo 2019) con un saggio critico di Gabriele Simongini, è stata dedicata, con una mostra cammeo, La seconda, “L’immagine, l’energia, la materia” (9 marzo - 2 maggio 2019), ha presentato una serie di sculture opera di artisti del calibro di Giuseppe Bergomi, Giacomo Manzù, Marino Marini, Francesco Messina, Matias Quetglas e Paolo Borghi, con un saggio critico firmato dalla professoressa Maria Cristina Ricciardi, dell’università d’Annunzio.
La mostra inaugurata ieri è accompagnata dal “numero 03” dell’innovativo catalogo a fascicoli che accompagna i vari eventi dei “Cicli dell’arte”, realizzato a cura del Museo universitario e della Fondazione Immagine, e distribuito gratuitamente a quanti hanno partecipato all’inaugurazione.
«Questo è il terzo evento di questo ciclo straordinario», ha detto Luigi Capasso, direttore del Museo universitario di Chieti. «E’ una esposizione dedicata interamente ad Aligi Sassu, uno degli artisti italiani più importanti dello scorso secolo, cognato di Paglione, al quale è stato legato da una profonda amicizia e da un solido e costante legame professionale per l’intera sua esistenza. La mostra “Aligi Sassu, un espressionismo lirico” vuole rappresentare un sincero omaggio all’artista e, allo steso tempo, anche al mecenate, che di Sassu è stato il mercante di fiducia».
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