“L'impossibile perdono”, il libro che indaga il dramma di vivere

PESCARA. Stasera alle 18 a Pescara, alla libreria Feltrinelli di via Trento, sarà presentato il romanzo di Paola Volpe “L'impossibile perdono - Storia di Ann, figlia delle Pleiadi”, appena edito da...
PESCARA. Stasera alle 18 a Pescara, alla libreria Feltrinelli di via Trento, sarà presentato il romanzo di Paola Volpe “L'impossibile perdono - Storia di Ann, figlia delle Pleiadi”, appena edito da NeP edizioni (2015, p.230, € 15).
Chi è Ann? Perché nel bel titolo viene aggettivato come “impossibile” un perdono da parte sua? Cosa le hanno fatto? E perché c'è un richiamo alle Pleiadi, stelle che nella tradizione indù simboleggiano la combattività? Molti interrogativi cominciamo ad afferrare il lettore già dal titolo e dalla copertina, conducendolo, prima di entrare nel racconto, a intuire un altro aggettivo, destinato come un kharma a scandire il vivere di Ann: drammatico. Questo di Paola Volpe, biologa e psicologa pescarese, è infatti un romanzo drammatico nel senso più coerente con l'etimo greco “drao” (muovo, agisco) giacché molti sono gli accadimenti che, più che muovere, scuotono l'anima e la psiche di Ann, come su una scena scespiriana; nè di essi si darà conto in questa presentazione per lasciare ai lettori di scoprirli. Ma una cosa può dirsi subito, senza violare l'attesa della lettura: Ann è una figura forte, combattiva. E' un personaggio vitale, nel senso che per quanto lunghe siano le ombre che thanatos (morte) allungherà sulla sua devastata esistenza, violandola nella sua sfera fisicamente e affettivamente più intima, eros (l'istinto vitale) ingaggerà col suo nemico un'indomita battaglia, armando una vera figlia delle Pleiadi. Un archetipo si coglie in controluce in Ann, quello di Giobbe, grande mito letterario mutuato dalla tradizione veterotestamentaria, ammesso che una differenza possa ravvisarsi tra epica classica ed epica veterotestamentaria.
Ann non è che il corrispondente femminile di Giobbe, innervato da una sensibilità tutta femminile che l'autrice, psicologa e psicoterapeuta, mutua dalla sua esperienza anche professionale. E' una figura continuamente provata dalla vita, che grida per riappropriarsi della sua esistenza contro tutto ciò che vorrebbe sottrargliela; e che le darà forza per elaborare i lutti, per fronteggiare le prove della vita per quanto ferita e stremata, oltre ogni dire, possa uscire da esse. Romanzo duro, pertanto, “L'impossibile perdono”; cupo, a tratti; attraversato dalla violenza, spesso indagata e coniugata nella sua matrice freudiana sessuale, o meglio di psicopatia sessuale. Con Paola Volpe ne parleranno stasera la sociologa Rosanna Cugurra e lo scrittore Giovanni D'Alessandro.
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