L’opera su Carlo Tresca vince Docudì

Concluso il concorso di cinema documentario a Pescara, premiato anche Sospesi
PESCARA. Il ritratto di un anarchico abruzzese negli Stati Uniti del primo Novecento e le esperienze di vita di italiani in luoghi stranieri durante la pandemia sono le storie premiate nell’11ª edizione di Docudì, concorso di cinema documentario organizzato a Pescara da Acma Associazione cinematografica multimediale abruzzese. Ieri sera nell’auditorium Cerulli la proclamazione dei film vincitori: “L’uomo più buono del mondo. La leggenda di Carlo Tresca” di Angelo Figorilli e Francesco Paolucci ha vinto il Premio del pubblico per il miglior documentario; “Sospesi” di Martina Dall’Ara ha conquistato il Premio per il miglior documentario sociale, deciso da Acma. I tre registi premiati hanno ringraziato, rimarcando l’attenzione di Docudì agli autori e al loro confronto con gli spettatori in momenti di approfondimento e dialogo. A sua volta la presidente Acma, Chiara Manni, anche curatrice dell’organizzazione del festival con Muni Cytron, Salvatore Santoro e Antonella Stucchi, ha sottolineato: «L’edizione 2024 è stata una vetrina delle problematiche culturali, ambientali, sociali. Docudì si caratterizza come luogo di incontro e di relazioni, mettendo sotto i riflettori la vita delle genti, delle tradizioni e delle diverse e complesse vicende del nostro paese. In questa fase di transizione dei popoli e di cambiamenti epocali un festival può diventare ancor più luogo di arricchimento culturale e momento forte di riflessioni». “L’uomo più buono del mondo. La leggenda di Carlo Tresca” (2023, 38’), scritto e diretto da Angelo Figorilli e Francesco Paolucci, ci porta negli Stati Uniti ai primi del Novecento. Il sulmonese Carlo Tresca è un immigrato italiano che guida scioperi di mesi, pubblica giornali che denunciano padroni e mafiosi, vince e perde decine di processi per la libertà delle sue idee e dei lavoratori immigrati in America. Per quasi quarant’anni l’Fbi lo considera tra i più pericolosi sovversivi d’America. È sindacalista, giornalista, socialista, rivoluzionario, anarchico, antifascista e antistalinista, insomma è scomodo per tutti. Forse voleva tornare in Italia per partecipare alla liberazione del suo Paese, ma un colpo di pistola alla schiena lo uccide l’11 gennaio 1943. Il suo funerale a New York vede in corteo 80 automobili cariche di fiori e migliaia di persone: operai, tessitrici, intellettuali, artisti, scrittori piangono «l’uomo più buono del mondo». “Sospesi” (2022, 89’), diretto Martina Dall’Ara, anche autrice della sceneggiatura con Alessandro Amato, raccoglie volti, voci e storie da 50 Paesi, esperienze di vita di italiani in luoghi stranieri, svelando percezioni e stati d’animo legati a un isolamento improvviso e inaspettato, tra incertezza e fiducia nel futuro. Dice la regista: «Il Covid 19 ha smosso sensazioni contrastanti e nuove speranze che ho voluto documentare, con i tanti volti e le tante voci di chi il lockdown italiano non l’ha vissuto».

