L’umanità sospesa di Sabatini Odoardi

L’inedita installazione dell’artista abruzzese “Prova generale” a Città Sant’Angelo
PESCARA. Una foresta di cavi d’acciaio che si intersecano fitti nello spazio tra secchi vuoti sospesi a mezz’aria su cui poggiano panneggi in polistirene bianchi termoformati, sculture solide, «pieghe multiple come una sospensione di giudizio». Con “Prova generale Senza titolo” di Gino Sabatini Odoardi il Museo Laboratorio di Città Sant’Angelo diretto da Enzo De Leonibus presenta in esclusiva da sabato 19 febbraio, inaugurazione alle 18, l’inedita installazione dell’artista abruzzese, poliedrico lucido esponente dell’arte concettuale, unico nel panorama italiano e internazionale ad applicare la tecnica industriale della termoformatura in polistirene all’arte.
Nella sua potente e complessa visione della condizione umana sospesa tra cielo e terra, l’artista abruzzese (Pescara 1968) porta la piega, idea fondante della sua indagine come anche l’enigmatico bicchiere di vetro, «finalmente fuori dal quadro, che parla al presente». Il complesso lavoro – il cui progetto fu presentato nel 2017 al Drawing Lab del Centre d’Art dédié au dessin contemporain di Parigi – a distanza di 5 anni dalla sua realizzazione esce ora dallo studio dell’artista (nella torre medievale di Alanno) e trova nel Museo Laboratorio lo spazio reale dove dialogare.
Di sicuro impatto fisico e visivo l’installazione anticipa in questa “Prova generale” ulteriori sistemiche modulazioni. Come dichiara lo stesso autore «per le sue dimensioni l’installazione mette lo spettatore in condizione di misurarsi con essa, il reticolato può essere ampliato, subire variazioni, estensioni».
L’opera resterà allestita in concomitanza con le prossime inaugurazioni del museo , occasione per entrare in relazione con lavori di altri artisti, un work in progress. «In gesti semplici come nelle pieghe di uno straccio poggiato sopra un secchio, trovo risposte all’enigma del mondo», afferma Sabatini Odoardi.
Un lavoro forte di trent’anni di ricerca, che l’artista condensa in una prossima mostra personale, a cura di Beatrice Audrito, accompagnata da un importante catalogo monografico. Dove “Prova generale Senza titolo” è l’ultimo pezzo fotografato in senso cronologico.
L’esposizione del lavoro al Museo Laboratorio nasce appunto dall’esigenza di fotografare il lavoro in vista del catalogo che verrà presentato il 24 giugno a Forte dei Marmi. Interessante leggere l'evoluzione dell’idea “Tra le pieghe” dal pugno dell’artista: «Questa magia composta di senso, si replica all’infinito nel suo illimitato riprodursi, stratificarsi, costituirsi. Labirinti nomadi senza finestre celano nuove armonie in cui ogni azione è un’azione interna, piega nella piega, ombra nell’ombra. Ogni lieve ondulazione coagulata sfugge alla rigida scala diatonica della forma, un gioco espressivo di “accordi” (Deleuze). Ogni panneggio è una linea barocca che cela tracce e segni che coincidono con gli elementi essenziali della percezione, luce/ombra, bianco/nero, interno/esterno. Drappi, che nelle loro vaste combinazioni, raccontano le innumerevoli smagliature della vita, dove niente è chiaro e rivelato. La plasticità dell’ombra nascosta è sperimentabile, così come gli ingressi multipli diretti all’anticamera del pensiero muto. È qui che ripiego, da astigmatico, il mio sguardo ateo sul mondo». Dal 2013 Sabatini Odoardi è rappresentato dalla galleria Gowen Contemporary di Ginevra, dal 2017 è docente di plastica ornamentale e di tecniche plastiche contemporanee all'Accademia di belle arti di Frosinone. “Prova generale Senza titolo” è visitabile con ingresso libero, orario 17-21 da giovedì a sabato, domenica 10-14.