“L’uomo della Luna”, il cronista

15 Luglio 2019

Stralci della prefazione di Tito Stagno: quella diretta mi giocò un brutto scherzo

Dalla diretta televisiva di quell’estate lontana arrivarono immagini in bianco e nero ancora vive nella memoria di migliaia e migliaia di donne e di uomini. Lo sbarco sulla Luna è l’evento storico del nostro tempo che più ha colpito l’immaginazione della gente; tanto da non farci pensare subito ad altri fatti di rilievo accaduti nel 1969 (...). La conquista della Luna, però, ci riporta subito alla mente altre vicende, in parte anche personali: momenti della vita tristi e lieti, successi e fallimenti, inizio o fine di amicizie o di amori che con la missione di Apollo 11 hanno in comune solo la concomitanza. E proprio questa contemporaneità c’induce pure a ingrandire e attualizzare storie vecchie di mezzo secolo, frutto della fantasia o di originali e macchinose teorie complottiste, dissolvendo l’alone siderale che le annebbiava e ridando loro vita. Molti di questi racconti, scritti utilizzando generi narrativi diversi, meritano di essere raccolti in un libro. Divier Nelli lo ha fatto con “Moon”, questa originale antologia(...). Manca, ma rimedio subito, una considerazione personale del telecronista che raccontò nella storica diretta tv l’atterraggio sulla Luna e i primi passi di Neil Armstrong ed Edwin Aldrin in quella landa desolata (...): il Mare della Tranquillità. Per tutti sono ormai L’uomo della Luna; tutto il resto del mio lavoro al Tg della Rai (...) archiviato, dimenticato: non conta più niente. La Luna mi ha giocato un brutto scherzo, trasformandomi da inviato in qualunque posto e pioniere della televisione in una specie di curioso astronauta senza l’attrezzatura, la preparazione, il coraggio di quei tre miei coetanei, lassù (...).