La Bella e la Bestia e storie d’amore gay e interrazziali

16 Marzo 2017

di Anna Fusaro Il film più atteso tra le novità in arrivo oggi nelle sale è il remake con attori in carne e ossa del classico di animazione Disney del 1991 "La Bella e la Bestia", primo cartone a...

di Anna Fusaro

Il film più atteso tra le novità in arrivo oggi nelle sale è il remake con attori in carne e ossa del classico di animazione Disney del 1991 "La Bella e la Bestia", primo cartone a guadagnarsi la candidatura all'Oscar come miglior film. Questa versione live action diretta da Bill Condon (regista di due "Twilight") e interpretata da Emma Watson e Dan Stevens, ricalca passo passo il cartoon, pur concedendosi una piccola citazione dal magico film del 1946 del regista poeta Jean Cocteau con Josette Day e l'amato Jean Marais. Condon denuncia subito il debito letterario della sua storia, chiamando Villeneuve il villaggio dove vive Belle (Watson), ragazza giudicata strana dai compaesani perché ama i libri e rifiuta la corte del baldanzoso Gaston (Luke Evans). Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve era infatti la scrittrice francese che nel 1740, pare ispirata da "Amore e Psiche" di Apuleio, aveva scritto la fiaba popolare. Più a questa versione che a quella edulcorata (e più nota) del 1756 di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont fa riferimento, nel lato dark, il film di Condon. La trama, arcinota, vede Belle finire prigioniera, in cambio della libertà del padre Maurice (Kevin Kline), nel castello stregato della Bestia (Stevens), dietro il cui aspetto mostruoso la coraggiosa ragazza saprà scorgere l'animo gentile di un principe. Solo lei potrà liberare dal sortilegio Adam e tutti gli abitanti del maniero: il maggiordomo Tockins trasformato in pendola, il maitre Lumière diventato un candelabro, la cameriera Spolverina, la teiera Mrs Bric, la tazzina Chicco, il clavicembalo Cadenza. Si è molto parlato della presunta gayezza di LeTont (Josh Gad), servizievole amico del narciso Gaston; in proposito il regista ha detto: «È confuso su ciò che vuole. LeFou (questo il nome nell'originale, ndr) un giorno vorrebbe essere come Gaston e un altro giorno vorrebbe baciarlo». E dire che nel cartone del 1991 sembravano così Lumière e Tockins.

Sono certamente gay, invece, i protagonisti di "Chi salverà le rose?", opera prima di Cesare Furesi, con gli ottuagenari Lando Buzzanca e Carlo Delle Piane nei panni di una vecchia coppia di innamorati, Claudio e Giulio, che vivono in una villa ad Alghero. Il primo è molto malato e Giulio, ex avvocato col vizio del poker (sì, proprio quel Giulio Santelia dei film di Pupi Avati "Regalo di Natale" e "La rivincita di Natale"), rimasto senza un soldo, deve chiedere aiuto alla propria figlia Valeria (Caterina Murino) e al nipote Marco (Antonio Careddu). Sarà cruciale una partita di poker organizzata dal biscazziere Eugenio (Philippe Leroy).

In sala anche il dramma politico "Loving" di Jeff Nichols, storia vera dei coniugi Loving, Mildred (Ruth Negga) e Richard (Joel Edgerton), coppia interrazziale trascinata in tribunale nel 1958 dallo Stato della Virginia, che vietava i matrimoni misti. Furono puniti prima con il carcere e poi con l'esilio per 25 anni in un altro Stato. Grazie al sostegno della Lega per i diritti civili, il caso Loving vs Virginia arrivò alla corte Suprema, che nel 1967 annullò la precedente sentenza, affermando il diritto di amarsi senza distinzioni di razza.

Infine ecco la commedia francese "Un tirchio quasi perfetto" di Fred Cavayé, con il comico Dany Boon (autore e attore del'esilarante "Giù al Nord") nei panni di un violinista taccagno. François prova gioia nel risparmiare, indossa sempre lo stesso vestito, mangia cibi scaduti, si lava con l'acqua fredda, spreme il tubetto del dentifricio con la tenaglia, fa riconteggiare tutta la spesa alla cassiera per tre centesimi. La scoperta di avere una figlia adolescente, "dono" di un preservativo scaduto, scombussolerà la sua vita controllatissima.

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