La cima delle Murelle nel paradiso della Majella

Camminando sembra di essere su un fondale marino
Il massiccio della Majella offre una varietà di ambienti unica: valli selvagge e verdi oppure sassose, sentieri tra pini mughi inestricabili oppure delineati da grotte, vette tonde, verdi o pietraie vere e proprie. Tra queste ultime la cima delle Murelle (2596 m) è speciale e di rara bellezza. Si può definire come un “mucchio enorme di fossili” che si calpestano sul sentiero e sbalordiscono l’escursionista incredulo. Questa montagna un tempo era sott'acqua e, camminando, si ha la strana sensazione di essere su un fondale marino.
Salire in vetta è un’esperienza singolare e preziosa: si tratta di un’escursione lunga e impegnativa, idonea a escursionisti esperti. Percorreremo un anello consigliato soltanto durante la buona stagione; per le escursioni invernali è preferibile la via normale del ritorno ad escursionisti pratici di ambienti innevati.
Si parte dal Rifugio Pomilio località Majelletta (1890 m) e si percorre la strada fino alla Madonnina (2070 m); da qui si imbocca il sentiero “P” che costeggia il Monte Blockhaus, supera il Monte Cavallo (2171 m) e scende al Fontanino dell’Acquaviva . Si prende a sinistra il sentiero G7, detto dell’aeroplano (chiuso in alcuni periodi dell’anno): si tratta di un cammino stupendo ai piedi delle Murelle e che, in alcuni tratti, è leggermente impegnativo (corde fisse). Percorriamo il fondo del vallone e dopo circa 1,30 ore, circondati da vette altissime e vista mare, si entra nel meraviglioso anfiteatro delle Murelle. Qui il sentiero si fa via via meno evidente, prosegue ancora in leggera salita e, nei pressi del fondo dell'anfiteatro, dopo un po’ di saliscendi, si arriva al passo della Capra che si risale per un facile canalino (2295m; 2,45 ore). Oltrepassato il valico il cammino si fa pianeggiante e porta alla Sella della Carrozza in circa 30 minuti. Splendida la veduta sulla montagna d’Ugni, il mare Adriatico e i colli abruzzesi. Risaliamo ora la cresta che costeggia una delle valli più belle delle Majella, la valle del Forcone e pian piano, passo dopo passo, contiamo i pinnacoli di roccia, i sassi e le migliaia e migliaia di fossili: si tratta di una scogliera di rudiste, bivalvi dalle forme bizzarre risalenti al Cretaceo. Il mondo di milioni e milioni di anni fa vive sulle Murelle fossilizzato, a ricordarci da dove veniamo. L’emozione è dirompente e l’arrivo in vetta esaltante (4,30 ore dalla partenza). La cima è bella e rassicurante, piatta e larga: in silenzio godiamoci il tuffo nelle origini del nostro pianeta. Salutiamo l’Acquaviva, il mare, le mughete e i camosci.
Per scendere si può percorrere la via normale che ci fa risalire il Monte Focalone, poi si avvia verso il bivacco Fusco e ancora al fontanino dell’Acquaviva da dove venivamo. La via di discesa è consigliabile in salita a chi vuole affrontare il percorso di notte per godere dalle Murelle una delle albe più belle d’Abruzzo. L’incanto dei colori è struggente: il mare diviene rosa, poi rosso fuoco, verde e infine blu, il cielo da nero diviene arancione, rosso sangue, blu e azzurro. Il tutto in pochi indimenticabili minuti.
La magia della Montagna Madre, alle Murelle!
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