La Commedia dell’arte rivive a Capestrano con Fava

25 Settembre 2015

CAPESTRANO. Chi l’ha detto che la commedia dell’arte è morta? Se qualcuno si trovasse a transitare nel centro storico di Capestrano, borgo medievale nella Valle del Tirino, si accorgerebbe che gli...

CAPESTRANO. Chi l’ha detto che la commedia dell’arte è morta? Se qualcuno si trovasse a transitare nel centro storico di Capestrano, borgo medievale nella Valle del Tirino, si accorgerebbe che gli esperti che danno per tramontata la “disciplina madre” del teatro, sbagliano di grosso.

Il castello Piccolomini sarà fino al 30 settembre lo scenario del corso avanzato per attori teatrali professionisti di "ArscomicA" (Scuola internazionale dell’attore comico). La scuola è stata fondata da Antonio Fava, dall’attore, regista, scrittore, musicista, collaboratore di Dario Fo. Per la prima volta dalla sua fondazione l’Accademia esce dai suoi spazi fisici e va a Capestrano, dove l'amministrazione e il sindaco Antonio D'Alfonso hanno voluto ospitare, cogliendo al volo il ritorno di un'amicizia antica con Fava, il corso e i 14 allievi. Sono attori professionisti provenienti da Canada, Usa, Cile, Brasile, Svizzera, Italia e Austria che hanno deciso di approfondire i segreti e gli strumenti «di una disciplina rigorosa la cui conoscenza è fondamentale a chi vuole fare del teatro la sua professione», spiega il maestro Fava.

Da oggi (si comincia al castello di Capestrano alle 21,30) fino al 29 settembre si toccano vari luoghi d’Abruzzo e dintorni: Isola del Liri, Pescara, infine L’Aquila (auditorium del Parco alle 17,30). «Per un mese Capestrano è la capitale dell’arte comica», dice Fava, estasiato dal ritrovato rapporto con una provincia, quella dell’Aquila, che ha sempre tenuto nel cuore: «Perché Capestrano? Perché è un paese ai più – e a torto – sconosciuto, ma ricco di risorse. Questo è un territorio meraviglioso che io già conoscevo. Con i miei amici e contatti aquilani abbiamo pensato di realizzare qui il corso». Una spinta alla promozione del territorio e del turismo. «Non è vero, come dicono i critici, che la commedia dell’arte è morta», osserva Fava, «si è piuttosto modificata nel tempo, rimanendo la base di partenza per fare teatro». Un genere di teatro che vive del rapporto costante e attivo con il pubblico, che si sviluppa su canovacci ben comprensibili che rendono lo spettacolo “godibile” con i suoi vecchi, innamorati, zanni, capitani (i caratteri fissi della commedia). «La Commedia dell'arte nasce nel Cinquecento come forma espressiva multilingue», conclude Fava, «una scelta dettata dalla necessità di spostarsi continuamente da un luogo all'altro». La tradizione verrà rispettata anche in Abruzzo: gli attori reciteranno nella loro lingua originale.

Marianna Gianforte