La comunità impossibile di Luca Vitone

29 Marzo 2018

Situazionismo e cultura nomade nelle opere dell’artista genovese alla Fondazione Zimei di Montesilvano dal 7 aprile

È riconosciuto come uno degli artisti più interessanti degli ultimi decenni nel panorama italiano e internazionale. Ha esposto nei più importanti musei europei e vanta partecipazioni a diverse edizioni della Biennale di Venezia. Reduce dall’importante mostra antologica che la città di Milano gli ha dedicato al Pac, al Museo del Novecento e ai Chiostri di Sant’Eustorgio, Luca Vitone porterà nella sede espositiva della Fondazione Zimei, a Montesilvano Colle, in via Aspromonte, la sua “The Impossible Community”.
La mostra, curata da Massimiliano Scuderi e realizzata in collaborazione con l’Archivio Pinot Gallizio di Torino, si inaugurerà il 7 aprile alle ore 18.30. La Fondazione Zimei, presieduta da Sabrina Zimei, con la direzione artistica di Scuderi, prosegue il 2018 nel solco dell’internazionalità. Genovese di nascita, di stanza a Berlino, Vitone, 54 anni, inizia la sua ricerca artistica intorno alla metà degli anni Ottanta, mettendo al centro tematiche quali l’esperienza dei luoghi in relazione alla memoria, alle identità culturali, al nomadismo. Nello spazio espositivo prenderà forma una mostra molto articolata.
«Per l’occasione, Luca Vitone ha voluto approfondire un suo interesse ricorrente legato alla cultura nomade, nel senso più ampio del termine, accostando alcune opere a documenti che testimoniano un’esperienza simile vissuta da una delle figure più importanti delle seconde avanguardie del Novecento: l’artista Pinot Gallizio»,spiega Massimiliano Scuderi. «Fondatore dell’Internazionale Situazionista, Pinot Gallizio affrontò la questione di rom e sinti sul piano etico, oltre che culturale. Tale fu il suo coinvolgimento che gli altri artisti situazionisti e la stessa comunità “zingara” di Alba, sua città natale, lo salutarono come il “principe degli zingari”».
L’esposizione si articola in un percorso parallelo che lega la visione personale di Luca Vitone a quella di Pinot Gallizio, attraverso progetti, quadri, scatti fotografici, oltre a carteggi appartenenti all’Archivio Pinot Gallizio di Torino.
«Luca Vitone è un artista con il quale ho avuto già modo di collaborare e che apprezzo molto. Condividendo con Sabrina Zimei questa stima per il suo lavoro, abbiamo deciso di chiedergli di sviluppare un progetto specifico per la Fondazione», sottolinea Scuderi. «Il progetto da lui proposto è stato quello di coniugare un suo interesse di sempre, il nomadismo, con un grande maestro delle avanguardie storiche, Pinot Gallizio. E’ stato proprio Luca a presentarci a Liliana Dematteis, presidente dell’Archivio Pinot Gallizio di Torino, alla quale va la nostra riconoscenza per la disponibilità e per l’interessante lavoro di ricerca fatto».
La Fondazione Zimei, nell’ambito di un articolato programma di attività, promuove un programma di residenze artistiche che ha richiamato l’attenzione della stampa nazionale ed estera. Vocazione confermata anche in occasione di “The Impossible Community”. Il programma di residenze, precisa Scuderi, «offre all’artista uno spazio per il dialogo, il confronto e la sperimentazione. La Fondazione si è sempre occupata di promuovere l’arte e la cultura contemporanea, sostenendo i progetti di artisti internazionali e coniugando le specificità del territorio con le istanze culturali provenienti da altri luoghi. Questo attraverso un metodo di “conduzione familiare”, nel senso che privilegiamo la qualità dei rapporti, delle relazioni, e siamo partecipi in tutti i sensi nei progetti degli artisti. La residenza di Luca Vitone continua un lavoro di ricerca preciso che prosegue idealmente le mostre precedenti».
La mostra sarà visitabile, su appuntamento, fino al 20 maggio.
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