La Corsa degli Zingari Simone ritorna e vince

3 Settembre 2018

PACENTRO. Una corsa diversa dalle altre dove oltre che con la fatica si combatte contro il dolore: chi riesce a sopportarlo meglio alla fine è quasi sempre quello che prevale. Una corsa che si vince...

PACENTRO. Una corsa diversa dalle altre dove oltre che con la fatica si combatte contro il dolore: chi riesce a sopportarlo meglio alla fine è quasi sempre quello che prevale. Una corsa che si vince con la testa e con le gambe. E Simone Di Loreto è riuscito ad entrare per primo nella chiesetta ai piedi del paese, dedicata alla Madonna Di Loreto a Pacentro proprio perché sorretto da una invidiabile condizione atletica ma soprattutto da una grande forza interiore che gli ha consentito di superare il blocco mentale che lo aveva portato a dichiarare, subito dopo la corsa vinta due anni fa a soli 16 anni, che non avrebbe più partecipato alla corsa dei pacentrani.
«Era stato troppo il dolore con il quale ho condiviso i giorni successivi alla vittoria del 2016», spiega il giovane pacentrano vincitore della 568esima edizione della Corsa degli Zingari. «L’anno scorso non ho voluto saperne di correre perché era ancora troppo fresca l’immagine dei miei piedi martoriati dalle piaghe e dal dolore. E quest’anno tornare sul Colle Ardinghi è stato davvero difficile. E la vera lotta l’ho dovuta sostenere con me stesso e con la paura prima che contro gli avversari».
E, alla fine, la corsa l’ha vinta lui regalandosi la seconda vittoria e i 1.200 euro previsti per il vincitore, nella corsa che tutti i pacentrani vorrebbero vincere. Anche quelli che vivono fuori e che hanno dovuto abbandonare il paese alla ricerca di miglior fortuna.
Al secondo posto, a pochi metri dal vincitore è giunto Leon Freyne di 16 anni e subito dopo di lui Leonardo Ultimo anche lui 16enne.
Tutti e tre hanno dato vita a una gara entusiasmante e incerta fino all’ultimo metro che ha reso ancora più emozionante un’edizione da ricordare, come ha sottolineato lo stesso sindaco Guido Angelini. «Quest’anno ho visto un’organizzazione perfetta e molta più gente rispetto agli altri anni», sottolinea il primo cittadino di Pacentro, «ma soprattutto una gara avvincente con i concorrenti che hanno combattuto sia in discesa che in salita dandosi battaglia fino al traguardo. Faccio i complimenti a tutti i ragazzi che come sempre, oltre alla fatica ci hanno messo il cuore dei pacentrani».
Subito dopo aver ricevuto le cure da parte dei volontari della Croce rossa e aver posato per la tradizionale foto di rito, i trenta partecipanti hanno sfilato per le vie del paese, i primi portati sulle spalle con il palio tra le mani, simbolo del taglio di stoffa con cui confezionare un vestito nuovo fino a qualche anno fa unico premio per i vincitori. Tutti a ricevere gli applausi dei pacentrani con il corteo che si è sciolto una volta giunti nella casa del vincitore che ha offerto dolci e bevande a tutti.
Prima della Corsa dei grandi c’era stata quella degli zingarelli, anche loro si sono dati battaglia correndo a piedi nudi per le strade del paese, con il sogno di poter vincere, un giorno, quella dei grandi. A organizzare la gara un nuovo comitato che quest’anno è tornato a collaborare con la parrocchia, cosa che non avveniva da tempo, con la festa civile distinta da quella religiosa. «Abbiamo fatto un lavoro di squadra e devo ringraziare tutti i ragazzi che con il loro impegno hanno consentito che la manifestazione si svolgesse in tutta sicurezza, tenendo conto del grande afflusso che c’è stato quest’anno», afferma il presidente dell’associazione Giuseppe De Chellis, «voglio ringraziare anche i membri della Confraternita con i quali abbiamo fatto un team veramente compatto. Bisogna ricordare a tutti che la festa è religiosa e poi viene la corsa».
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