La danza del Gruppo e-Motion tra muri reali e simbolici

L’AQUILA. La compagnia di danza contemporanea Gruppo e-Motion, diretta dalla coreografa Francesca La Cava, torna con lo spettacolo “Apriti ai nostri baci” ispirata al concetto di muro il 29 maro a...
L’AQUILA. La compagnia di danza contemporanea Gruppo e-Motion, diretta dalla coreografa Francesca La Cava, torna con lo spettacolo “Apriti ai nostri baci” ispirata al concetto di muro il 29 maro a Teramo nello Spazio Electa nell’ambito di una serie di laboratori organizzati da Abruzzo Circuito Spettacolo con le scuole del territorio sul concetto di “Muro” in collaborazione con l'Unicef di Teramo. Gruppo e-Motion, con sede all'Aquila, è l’unica realtà di produzione della danza in Abruzzo finanziata dal ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, sostenuta dalla Regione Abruzzo e dal Comune dell'Aquila. Il lavoro di grande investimento fatto in questi tredici anni ha consentito all'associazione di diventare un contenitore nel quale affluiscono numerosi coreografi abruzzesi (Francesca La Cava, Luisa Memmola, Anouscka Brodacz, Gisela Fantacuzzi, Manolo Perazzi, etc..).
L'idea di “Apriti ai nostri baci”, uno studio sul concetto di muro, nasce dalla necessità e dal desiderio di riflettere sul valore simbolico acquisito, tra il Novecento e il Duemila, da un elemento architettonico ed edilizio apparentemente insignificante e puramente funzionale come il muro. In realtà il muro ha iniziato ben presto, nella storia delle idee, ad assumere una precisa connotazione simbolica. Non a caso ha assunto una posizione di privilegio, nella mitologia classica, da quando Ovidio lo ha elevato a “protagonista silenzioso” del mito di Piramo e Tisbe. Ed è proprio alle parole di Ovidio che è ispirato, come si può facilmente intuire, il titolo del progetto. Molti secoli dopo, nel Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, il muro dei due amanti separati si trasforma nella sua deformazione parodistica, per indossare nuovamente la maschera tragica nei romanzi novecenteschi di Sartre, di Christa Wolf e di Agotha Kristof.
In questi ultimi cinquanta anni abbiamo assistito però, al di fuori dei sentieri letterari, ad un incessante processo di simbolizzazione che ha fatto del “muro” un “Muro”, ossia una delle icone più significative e rappresentative della contemporaneità. Oggetto dello "studio" drammaturgico sul concetto di muro sono dunque alcuni muri reali, concreti tra i molti che sono nati, e che continuano a nascere, lungo i solchi più profondi del pianeta. Ultimo il muro promesso dal presidente Usa Donald Trump tra Usa e Messico.
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