La famiglia secondo Altan

3 Dicembre 2020

Torna in libreria per Gallucci il dissacrante “Papi Mami Bebi”

ROMA. In 40 anni di attività il grande illustratore Altan ci ha inchiodato con le sue creazioni alle nostre debolezze, raccontando con stile personalissimo e battute taglienti chi siamo e la società che abbiamo creato attorno a noi.
Dal ieri l’artista è in libreria con “Papi Mami Bebi” raccolta di vignette edita da Gallucci in cui lo sguardo dissacrante dell’autore si posa sulla famiglia e i suoi ingranaggi. Questa agile lettura è capace di strappare più di un sorriso e una riflessione amara: nelle vignette gli strali di Altan non risparmiano nessuno. Le figure tondeggianti con poche incisive parole restituiscono al lettore l’essenza di temi complessi. Altan capovolge i ruoli e in modo fulmineo, con arguzia e onesta intelligenza ci mette a nudo, mostrandoci a noi stessi per ciò che siamo diventati. In fondo, questo suo “colpire” la famiglia significa scandagliare quanto di più identitario abbiamo: per questo non possiamo non sentirci tutti chiamati in causa di fronte a questo suo ennesimo pungente lavoro.
«Noi italiani siamo razzisti babbo?», «Macché!» risponde il padre, «Noi sfruttiamo chiunque a braccia aperte». O ancora, «Sei felice, mamma?», domanda la figlia, e la mamma laconica: «Nei limiti del possibile, no». E se è vero che di famiglia ce n’è una sola, è altrettanto vero che è impossibile non sorridere di alcuni modelli familiari che si ripetono nonostante gli anni che passano e la profonda evoluzione dei costumi. Si tratta di comportamenti inscritti nel nostro Dna di italiani, che perpetuiamo nella famiglia, nucleo su cui si fonda la società italiana. In quelle figurine, in quelle battute al vetriolo, c’è tutto il nostro cinismo e la nostra ipocrisia, il perbenismo e il pregiudizio, ma anche quella superficialità che ci porta a scrollare le spalle di fronte a questioni troppo grandi, che non riguardano il nostro piccolo orizzonte e che, se anche possono essere un problema per qualcuno,per noi lo sono un po’ meno, perché non dobbiamo risolverlo in prima persona. padri, madri e figli di quest’Italia impaurita e smarrita, spesso generosa e altrettanto spesso meschina, sono qui, serviti nelle pagine illuminanti del piccolo libro di un grande autore. (m.a.)