la fauna

A fine primavera per gli orsi e, dunque, anche per l’orso bruno marsicano (foto), inizia il periodo degli accoppiamenti. L’ovulo fecondato, dopo le prime fasi di sviluppo, entra in uno stato di...
A fine primavera per gli orsi e, dunque, anche per l’orso bruno marsicano (foto), inizia il periodo degli accoppiamenti. L’ovulo fecondato, dopo le prime fasi di sviluppo, entra in uno stato di diapausa embrionale: l’arresto reversibile dello sviluppo dell’embrione. Si tratta di una strategia riproduttiva che disaccoppia il momento della fecondazione da quello della nascita, assicurando che lo sviluppo postnatale possa avvenire nelle migliori condizioni ambientali per la sopravvivenza della prole.
La gravidanza riprende in autunno solo se la madre ha accumulato riserve lipidiche sufficienti a far fronte al letargo e allo sviluppo e allattamento dei piccoli. Ai primi freddi, gli orsi cercano un rifugio dove trascorrere l'inverno in uno stato di semi-letargo. Non si tratta di letargo vero e proprio, perché gli orsi mantengono un buon livello di reattività agli stimoli esterni.
Per questo motivo, tra l'autunno e la primavera, non bisogna avvicinarsi a probabili aree di svernamento: se disturbato l'orso può lasciare la tana ed abbandonare i cuccioli. I piccoli, da uno a tre, nascono nella tana tra dicembre e febbraio, dopo 7-10 mesi di gestazione. Nelle giornate o stagioni miti, con scarsa copertura nevosa, l'orso può uscire dalla tana trasgredendo il letargo, e così anche le femmine accompagnate dai piccoli nati negli anni precedenti. In Abruzzo questo periodo cade solitamente tra la fine di novembre e la fine di marzo. Facciamo dunque attenzione, la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano dipende anche da tutti noi.