La Festa del Cinema ricomincia da Sorrentino

Il nuovo direttore della rassegna romana Antonio Monda promette: qualità e gusto popolare
ROMA. Il Festival internazionale del film di Roma torna alle origini e, dopo 10 anni, riprende il vecchio marchio e la filosofia originale di Festa del Cinema. C’è un nuovo direttore artistico, Antonio Monda, esperto di cinema da oltre 20 anni trasferitosi negli Usa. E c’è un nuovo presidente della Fondazione, l’ex direttore artistico Piera Detassis. Ieri, i due, alla presenza del sindaco di Roma Ignazio Marino e del ministro dei Beni e della attività culturali Dario Franceschini, hanno dato alla stampa le prime anticipazioni della kermesse in programma nella
«Vogliamo riportare l’idea di festa in città», spiega Monda. «Non ci sono concorsi né giurie, solo il premio del pubblico. Ci sarà una selezione ufficiale con un massimo di 35 film, poi due retrospettive e tanti incontri con i protagonisti. La nostra Festa del Cinema vuole avere un carattere di discontinuità rispetto al passato e, soprattutto, rispetto ad altre realtà simili come Venezia o Torino».
Le retrospettive annunciate saranno dedicate a un cineasta italiano vivente e ad Antonio Pietrangeli, mentre ci sarà un omaggio a Pier Paolo Pasolini a 40 anni dalla morte. Per quanto riguarda gli incontri, Monda ha anticipato che ci sarà un duetto Carlo Verdone-Paola Cortellesi, una giornata con Paolo Sorrentino che porterà un filmato inedito di 10-15 minuti («Mi ha detto che sarà un inedito che ancora non è stato girato»), un incontro con la scrittrice premio Pulitzer per “Il cardellino”, Donna Tartt e un altro col regista dell’Esorcista, William Friedkin. La Festa del Cinema si svilupperà in tutta Roma, con proiezioni anche in periferia, oltre a quelle al Maxxi e alla Sala Trevi. La kermesse romana, che costerà 3,6 milioni di euro e che avrà il contributo di numerosi sponsor, tra cui il principale, la Bnl, presenterà 30-35 film in anteprima almeno europea più altri sei classici scelti dai curatori della Festa (Monda ha anticipato il suo, “Gli ultimi fuochi” di Elia Kazan). «Abbiamo abbassato il numero di film per alzare la qualità», ha assicurato Monda. Una parola che spesso è sinonimo di scarsa popolarità. Ma Monda, che vive da quasi 22 anni negli Stati Uniti, assicura di saper bene come conciliare qualità e gusto popolare: «In America è normale fare film di alto livello pensando al pubblico. Inoltre ho chiesto di avere un incarico triennale per poter realizzare il mio progetto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

