La luce e la materia nelle opere di Candeloro

Al Museolaborario di Città Sant’Angelo l’artista abruzzese dalla pennellata puntuale e vaporosa espone fino al 25 agosto
CITTÀ SANT’ANGELO . È un linguaggio evocativo ed organico quello dei lavori dell’artista Lucilla Candeloro, esposti fino al 25 agosto a Città Sant'Angelo.
Nel cuore di uno dei borghi più belli d’Italia, negli spazi recuperati del Museolaborario, diretto da Enzo De Leonibus, artista e docente dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, è allestita la personale Brushwood, un percorso espositivo ben composto che presenta compiutamente la attuale ricerca della Candeloro. La mostra, a cura di De Leonibus, è una nuova occasione di incontro fra le opere di Lucilla Candeloro e questo luogo.
A distanza di sei anni infatti l'artista torna al Museolaborario esponendo, come spiega il testo del critico Domenico Spinosa, «nuovi lavori che da un lato seguono linee espressive che nel tempo si vanno, nel loro rinnovarsi, consolidando, e dall'altro, invece, presentano ricerche di inedite soluzioni formali che cercano sempre riscontri fruttuosi. Queste superfici dipinte non possono essere distinte dall’esperienza del sé, in qualità di soggetto della percezione che viene come fatto proprio, incorporato in uno spazio proiettivo in cui il materiale dei colori, della luce, si attiva grazie alle superfici stesse. Questi lavori dunque si presentano come mediazioni che grazie alla qualità sensoriale della forma materica di cui sono fatti i colori e della tonalità della loro luce dischiudono uno spazio potenziale che a sua volta è capace di assorbire il fruitore proiettandolo sensibilmente ed empaticamente dentro i confini dell'opera».
Lucilla Candeloro, nata a Lanciano nel 1978, vive e lavora tra Casoli, nel Chietino, dove ha il proprio studio, e Roma. Dopo un lungo percorso di approfondimento sul disegno eseguito anche su grandissime dimensioni ed in chiave installativa, si riavvicina alla pittura riappropriandosi di immagini del quotidiano, della natura e di iconografie tradizionali con una pennellata puntuale e vaporosa.
Ha esposto in numerosi contesti pubblici e privati, in Italia e all’estero. Vanno ricordate, fra le altre mostre e partecipazioni, quelle al Complesso Museale di San Francesco di Montefalco (Pg), al Padiglione d’Arte Chiarini Carletti La Quercia di Viterbo, al Montoro 12 Contemporary Art di Roma, al Circoloquadro di Milano, al Museo Arcos di Benevento, alla Galerie des Frappant e.V. ad Amburgo in Germania, alla Charles Donwhai Foundation ad Abidjan in Costa d’Avorio, all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, al Museo Michetti di Francavilla per il Premio Michetti.
Fra le personali più recenti da notare Wildnis, con testo critico di Marco Trulli, allo Spazio Varco dell'Aquila nel 2016; L’Age d’Or, a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori, al Museo San Francesco di Trevi (Pg) nel 2015; Lucilla Candeloro, con testo critico di Giacinto Di Pietrantonio, alla Galleria Cesare Manzo di Pescara e, nel 2012, Catarsi in nero, a cura di Enzo De Leonibus, nel Museolaboratorio, dov'e visitabile la mostra in corso (orari allo 085 960555, museolaboratorio.org).
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