«La mia vita da Zà Camilla»

29 Aprile 2015

L’attrice Luana Federico in scena con“Nu marite pe’ Catarine”

PESCARA. Qual è il segreto del grande successo di “Nu marite pe’ Catarine”? Domanda retorica, verrebbe da dire, a cui è fin troppo scontato rispondere:ovviamente è il personaggio principale, Zà Camilla di Sgarrone. E se dopo 22 anni il gradimento per questa commedia dialettale, scritta da Virgilio Sigismondi e messa in scena dal regista Duilio Di Nicola, con la compagnia teatrale San Rocco delle Piane, non conosce confini, significa che ha un impianto comico e narrativo molto solido. La commedia tornerà in scena al Massimo di Pescara, domani, venerdì e sabato prossimi. Gli attori: Luana Federico, Giancarlo Sprecacenere, Maria Lucia Iezzi, Pierluigi Di Clemente, Maria Grazia Aceto, Paolo Diodato, Ilaria Valenti e Elena Di Nicola. I biglietti costano: 18 euro nel primo settore, 15 nel secondo e 13 nel terzo .

Tutto ruota intorno alla protagonista della storia e, naturalmente, alla sua più valido interprete, Luana Federico, l'attrice sambucetese che, nel 1993, ha creato questa maschera comica che le ha permesso di riempire di risate palchi e piazze di tutto l'Abruzzo. Ecco il ritratto che di Zà Camilla traccia la stessa creatrice.

«Zà Camilla», racconta Luana Federico, «è ‘na femminona forte, stuta e che te' pure la scola. Stazza di un metro e settanta, ciabatte di due numeri più piccoli, calzettoni di lana e mutandoni. Risparmia su tinta dei capelli ed estetista, tenendo orgogliosamente i suoi capelli grigi e i suoi baffi».

Una donna d’altri tempi, insomma, appena uscita da un mondo contadino, in bilico tra aneddoto e folklore e ripescata, quasi magicamente, dalla nostra memoria collettiva. Un protagonista di questa struttura fisica e morale non può che accendere l’entusiasmo e la simpatia nel pubblico abruzzese.

«A lei», prosegue l’attrice di Sambuceto, «voglio molto bene, diciamo che vive dentro di me e, ogni tanto, spunta fuori con la sua ironia, col senso pratico e risolutezza per trovare soluzioni che io non trovo».

Quello che colpisce di questo fenomeno teatrale è anche la sua longevità.

«Le sue battute e modi di dire», spiega Federico,«accompagnano molte famiglie abruzzesi e i bimbi che tanti anni fa erano stati accompagnati dai loro genitori a teatro a vedere questa commedia e, ora, torneranno portando i loro figli. Questo, ovviamente, è un grande onore per tutti noi che abbiamo avuto la bravura e la fortuna di dare vita ad un’esperienza così bella».

E poi un bel retroscena. «Ho impiegato», confessa l’interprete principale di “Nu marite pe’ Catarine” , «una settimana a togliere dai panni che indosserò, l'odore della naftalina, ma sono felicissima di aver conservato tutto (anche i becchi dei capelli) e di poter indossare ancora questa maschera a me tanto cara» .

E il clima di entusiasmo che si registra intorno alla compagnia di San Rocco delle Piane si coglie pienamente anche dalle parole del suo storico produttore. « E’ stata stabilita anche la terza data la qual cosa è per noi motivo di grande orgoglio», dice Massimo Di Francesco. «Aspettiamo fiduciosi che anche gli ultimi posti liberi vengano occupati. Ma con un cast e un lavoro del genere l’obiettivo può essere facilmente centrato» .

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