La neve abruzzese i gay con i minatori e un maggiordomo

TERAMO. Due solitudini nel silenzio di un paesaggio innevato e segreto. Tra le nuove uscite cinematografiche “Neve”, settimo lungometraggio del regista napoletano Stefano Incerti. Il film è stato...
TERAMO. Due solitudini nel silenzio di un paesaggio innevato e segreto. Tra le nuove uscite cinematografiche “Neve”, settimo lungometraggio del regista napoletano Stefano Incerti. Il film è stato girato in Abruzzo, nei paesi montani tra Ovindoli e Roccaraso, tre settimane di riprese a 15 gradi sottozero, con una troupe ridotta a una dozzina di persone. “Neve” è un noir ad alta tensione che si svolge in pieno inverno e ruota intorno a due personaggi erranti, Norah e Donato (Esther Elisha e Roberto De Francesco), che s'incontrano per caso in circostanze difficili. Lei è stata scaricata dall'auto di un uomo violento, che poi la insegue alla ricerca di qualcosa che forse la donna gli ha sottratto; lui è al volante di una station wagon, forse alla ricerca della refurtiva di una rapina dimenticata. Sotto pressione, i due fanno fronte comune. Intorno il paesaggio abruzzese imbiancato e silenzioso, terzo protagonista della storia.
Altra novità italiana è la commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo “Il ricco, il povero e il maggiordomo”, diretta dai tre con Morgan Bertaccia. Giacomo è un cinico e ricco broker, Giovanni il suo maggiordomo, appassionato di arti marziali, Aldo un venditore abusivo nel mercato rionale, vessato dalla dispotica madre Calcedonia (Giuliana Lojodice). Un piccolo incidente d'auto, un grosso tracollo finanziario, un matrimonio, un funerale, e altri tragicomici accadimenti fanno incrociare le loro vite. Nel cast Francesca Neri e Massimo Popolizio.
Commedia sociale, genere in cui i britannici sono insuperabili, è “Pride”, il film più applaudito al Festival di Cannes, dove ha vinto la Queer Palm. Premiato due giorni fa a Londra come miglior film ai British Independent Film Awards, “Pride” è la storia vera della strana ma riuscita alleanza stretta a metà anni Ottanta tra gay e minatori, in un abbraccio orgoglioso tra minoranze. Il film di Matthew Warchus racconta l'azione di sostegno del movimento Lgsm (Lesbians and gays support the miners) ai minatori inglesi in sciopero nel 1984 contro la decisione del premier Margaret Thatcher di chiudere le miniere di carbone. Due mondi diversissimi, legati da franca amicizia una volta superati (da parte dei minatori, per lo più omofobi) imbarazzi e diffidenze. Divertente e impegnato al contempo, “Pride” sfoggia un cast di attori bravissimi, capeggiati dai veterani Bill Nighy e Imelda Staunton.
Prodotto da Pedro Almodovar, ecco il tarantiniano “Storie pazzesche” dell'argentino Damiàn Szifron, sei cortometraggi sul tema della vendetta. Un ingegnere che si occupa di demolizioni, cameriera e cuoca di una trattoria, il passeggero di un aereo, una donna che sta per sposarsi, un magnate alle prese con un'oscura tragedia familiare, un uomo in macchina su una strada deserta. Ingiustizie, pressioni, tradimenti, paure varie, e vite normali oltrepassano il confine tra civiltà e istinto brutale. Tra gli interpreti spicca il Ricardo Darín del “Segreto dei suoi occhi”.
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