La New York senza sentimentalismi di Lish

“Preparativi per la prossima vita” , il folgorante romanzo d’esordio che ha conquistato l’America
ROMA. Molte energie, come quelle del suo autore, alimentano il primo romanzo di Atticus Lish, “Preparativi per la prossima vita” pubblicato da Rizzoli nella traduzione di Alberto Cristofari. Un debutto felice per lo scrittore americano, 43 anni, figlio del leggendario editor di Raymond Carver, Gordon Lish, che ha conquistato anche la critica americana più severa, con questa storia d'amore per nulla sentimentale. Zou Lei, un'immigrata clandestina per metà cinese-han, per metà di etnia uigura, e Brad Skinner, un reduce dalla guerra in Iraq, si innamorano lasciando incontrare le loro solitudini nel ventre di New York.
«Ho scelto coscientemente di eliminare il sentimentalismo dal romanzo perché non mi piace, neppure da lettore», dice Lish che oggi è atteso a “Libri come”, la festa del libro e della lettura, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove sarà protagonista con Nicola Lagioia di un incontro dedicato ad “Amore e povertà a New York”. Un amore che fa i conti con un'esistenza dura, aspra, vissuto da persone segnate da quello che hanno dovuto sopportare, che devono fare i conti con i loro fantasmi e fragilità, ma anche con una realtà poco rassicurante.
È un romanzo anche politico quello con cui esordisce Lish. «Ci sono fatti storici che mi hanno spinto a scrivere: la guerra in Iraq, il Patriot Act, l'esistenza di Guantanamo, le torture e gli strumenti per mettere le mani su presunti terroristi», sottolinea lo scrittore. E in vista delle elezioni americane: «Non credo», dice Lish,«che Donald Trump sarebbe il nostro presidente ideale. Non farebbe i migliori interessi del Paese isolandolo ed eliminando ogni differenza etnica. Sono contrario al suo atteggiamento bigotto e xenofobo ma capisco quanto possa essere superficialmente intrigante il suo modo di esprimersi: è tosto e rilassato al tempo stesso». Il vero problema, secondo lo scrittore americano, è che non si può «sottovalutare l'importanza di occuparsi della sicurezza nazionale. Il presidente Obama non sono sinceramente in grado di dire cosa abbia fatto in questo senso, ma non posso sostenerlo al 100% perché alcune cose che ha continuato a fare non mi piacciono: ha portato avanti alcune scelte di Bush, per esempio per quanto riguarda la sorveglianza interna nazionale». Per 5 anni Lish ha lavorato a “Preparativi per la prossima vita” che ci mostra la New York dei bassifondi, della sofferenza.
«La prima cosa che mi è venuta in mente è stato il finale della storia. Ho fatto un percorso a ritroso chiedendomi chi poteva essere il protagonista di quella conclusione. In quel periodo, nel 2007, se ne sentivano tante di vicende analoghe a quella di Brad, di militari tornati dalla guerra che avevano problemi a reinserirsi», spiega Lish. «La zona in cui si svolge il romanzo è una delle più multietniche del mondo. C'è molta più gente che vive la New York dei miei protagonisti di quelli che vivono a Manhattan».
