La Passione diventa uno spettacolo

1 Aprile 2015

Da 50 anni a Gessopalena la sacra rappresentazione, regia di Angelucci Marino

GESSOPALENA. La “Passione” di Gessopalena compie cinquant’anni. Ebbe inizio nel 1965, il Mercoledì Santo, per impulso del parroco del tempo don Angelo De Ritis, dell’ex-sindaco Vincenzo Bozzi e di Luigi Saverio Tozzi, ispettore scolastico. Queste persone, oggi scomparse, trascinarono in piazza mezzo paese nella prima sacra rappresentazione svoltasi dopo quasi un secolo dall’ultima edizione, avvenuta parte in chiesa e parte su una collina del paese, che da allora si chiamò Monte Calvario.

Oggi, Mercoledì Santo, alle ore 20,30 la Pro Loco metterà in scena la XXXIII edizione, con quasi 200 figuranti che rappresenteranno 6 scene della vita di Gesù e la Via Crucis lungo la stradina del Paese Vecchio, su cui avverrà la crocefissione. La Pro Loco di Giuseppe Esposito ha affidato la regia ad un professionista, Stefano Angelucci Marino, di Lanciano, che ha coinvolto le altre associazioni del paese: quella teatrale di Pretalucente, la Scuola di musica “Manzi”, l’Atletico Gipsy, Gessamiamo, le corali e il circolo Sempreverdi. Su uno dei quattro palchi allestiti in piazza un coro di 50 elementi, diretto da Mario Tiberini, accompagnerà dialoghi e azioni sceniche con musiche e testi originali, così come originali – in parte – saranno i dialoghi.

Nel suo primo ventennio di vita la Passione ebbe delle variazioni di modernità, legando la figura del Cristo a temi attuali: nel periodo più intenso dell’emigrazione fu scritto da Luigi SaverioTozzi, e rappresentato, “L’incontro di Cristo con l’emigrante”; successivamente Vincenzo Bozzi approntò una sacra rappresentazione “musical”, con canti e musiche anch’esse originali. La Via Crucis nel Paese Vecchio, lungo la stradina che si infiltra tra le macerie dell’ultima guerra, è stata spesso accompagnata da una serie di quadri viventi, inventati da Nunzio Mattoscio, e che saranno replicati questa sera. La manifestazione è un vero e proprio teatro popolare in piazza, con gli attori che parlano nei microfonini sotto il mento, a differenza delle vecchie edizioni che eranoin play-back per motivi pratici. Quest’anno anche la colonna sonora sarà in diretta, con 4 percussionisti della Scuola di musica. L’inizio sarà dato da un canto eseguito da un coro di 20 persone, e nel finale sotto la croce, prima del lamento della Madonna, ecco il dialogo tra il ladrone Dimaco, e sua madre. Il regista Angelucci, al suo secondo impegno nella “Passione”, parla di «appuntamento sentito dalla gente», e di «tensione particolare» che si avverte nel paese per questo cinquantenario, «una esperienza di grande spessore umano e professionale».

Gino Melchiorre

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