La poesia di Marco Pavoni, severa e lirica

Pescara, domani la presentazione del suo terzo libro “Memorie” nell’ambito dei Gelati letterari
PESCARA. Severa e lirica, può definirsi la poesia che Marco Pavoni (Pescara, 1984, laurea in lettere classiche, insegnante) consegna a questo suo terzo volume - edito da Tabula Fati, 2019, p.52, € 7, con presentazione di Daniela D’Alimonte. Il libro è anglisticamente intitolato Memorie, cioè memories, nel senso di ricordi: i 35 anni dell’autore sono ancora pochi per sostenere una memorialistica, o il racconto di una vita, ancora tutta davanti e prodiga di promesse d’altra valente produzione poetica, di cui dà ogni volta prova. Sono dunque i leopardiani ricordi a ispirarlo, o meglio il filtro attraverso il tempo di ciò che si è sedimentato nello spirito, lasciandovi una non transitoria impronta, perché, per dirla con Mario Luzi della citazione iniziale, “noi siamo quello che ricordiamo, il racconto è ricordo e il ricordo è vivere”. Al grande fiorentino Pavoni è accomunato anche da un certo tributo all’ermetismo, alla traduzione in correlativi oggettivi di ciò che avverte l’esigenza di esternare, nella prima pura forma in cui le parole gli si materializzano nella mente; ma non vi è alcun esercizio intellettualistico, alcuna concettuosità nella sua poesia, diretta e declinata in immediatezza anche in settenari, novenari ed endecasillabi molto musicali, lontani dall’afasia metrica dei grandi ermetici. “Dove ti vidi, Luce che saggiavi/ l’impura infedeltà d’uomini e donne/ protesi a dominare questo vero,/ sfuggente come i petali d’un fiore/ malato e percosso dal vento?/ Nel cuore d’un mondo lontano/ebbe sede il mio sogno di viandante”.
Come si vede, l’Alterità (avvertita in consonanza con Luzi e con Parronchi, con Rebora e con Turoldo); ma anche i miti romantici del waenderer, del viandante ramingo per le vie del mondo che percorre “sentieri/ di un’armonia inquieta”; la natura, sapientemente resa in più componimenti (“S’affollano nel vento le speranze/ che, come le foglie ebbre in volo/verso la scorza che nel cuore resta/ mulinano propositi di vita”) ; e infine l’amore per la donna, l’erotismo (“Donna che hai corpo di rosa, t’azzurri/ nei cieli infinti del tempo”) affrancano la sua poesia dall’algida criptazione dei moti del cuore. Perché Marco Pavoni, come ben ha scritto Daniela D’Alimonte, è un autentico poeta; sicché la sua poesia va dritta al cuore.
Di Memorie Marco Pavoni parlerà domani, alle 20.30 alla Playa (Riviera Sud Pescara), nel secondo dei Gelati Letterari organizzati dall’editore Marco Solfanelli, con il coordinatore, David Ferrante, il quale presenterà anche la recente antologia di vari autori da lui curata, L’Ammidia; interverranno anche Valentino Di Persio, autore di L’angelo di Bucarest; Ugo Iezzi per il suo volume La cucina afrodisiaca; e Franco Pasquale autore e curatore dei volumi I racconti di palazzo Perenich e Quei primi passi sul lago.

