La Prima Repubblica vista in televisione

Domani nel campus dell’università d’Annunzio a Chieti un convegno su media e storia politica
CHIETI. Raccontando fatti e personaggi del passato, le miniserie televisione costituiscono lo spazio privilegiato in cui si confrontano le politiche della memoria nel passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. "Televisionismo" è un neologismo coniato per analizzare il revisionismo storico a partire dalla Guerra Fredda, e in un senso più ampio per indicare la costruzione della memoria attraverso la fiction.
Si colloca in questo solco il volume “Televisionismo. Narrazioni televisive della storia italiana negli anni della Seconda Repubblica” (Edizioni Ca' Foscari, 2015), curato da Monica Jansen (Università di Utrecht) e Maria Bonaria Urban (Università di Amsterdam). Il libro raccoglie alcuni interventi dedicati all'analisi delle miniserie a tema storico, dal fascismo agli anni di piombo. «La fine della Guerra fredda e della Prima Repubblica», scrivono le curatrici, «ha favorito un nuovo processo di memorializzazione» condizionato da esigenze politiche, promuovendo inoltre «nuove prospettive di interpretazione del passato, rilevanti per il presente». I saggi che compongono il libro sono dedicati alle rievocazioni di Mussolini (Stephen Gundle), all'analisi di serie tv come Perlasca (Natalie Dupré), Romanzo criminale (Ronald de Rooy), Il capo dei capi (Sarah Vanorre), e di film come Donne armate di Sergio Corbucci (Andrea Hajek).
Con la partecipazione delle curatrici del volume, domani, è in programma un seminario di studio sulle narrazioni del caso Moro nelle serie tv e nel cinema. L'incontro avrà inizio alle 10,30 nell'aula consiliare "Nicoletta Tirinnanzi" del campus universitario di Chieti Scalo. L'iniziativa rientra nel quadro delle attività dei corsi di Letteratura italiana e Filosofia dell'educazione e prosegue il ciclo di incontri "Guardando s'impara", organizzato dal dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative dell'università d'Annunzio. Sono previste le relazioni di Maria Bonaria Urban, "Sulle tracce del corpo e del complotto"; Monica Jansen, "Moro dalla parte delle vittime"; e di Gaetano Bonetta, direttore del dipartimento, che terrà una relazione incentrata sulla "Lettura psicoanalitica del film “Buongiorno, notte” di Marco Bellocchio". Introduce Ugo Perolino (università d'Annunzio). Le conclusioni sono di Claudio Crivellari (università d'Annunzio).
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