La ricetta della felicità secondo Bisio e Alberti

23 Agosto 2020

I due attori protagonisti dello spettacolo tratto dal libro di Federico Baccomo questa sera allo Spoltore Ensemble

SPOLTORE. Lo Spoltore Ensemble propone, questa sera alle 21.30, lo show di Claudio Bisio e Gigio Alberti “Ma tu sei felice?”, una lettura-spettacolo tratta dall’omonimo libro di Federico Baccomo. Lo spettacolo, che ha registrato il tutto esaurito, racconta la storia di Vincenzo e Saverio, due uomini benestanti che si ritrovano in un bar a parlare di tutto, della famiglia, del lavoro, della criminalità, del razzismo, della superficialità. E così una semplice chiacchierata diventa qualcosa di più.
Lo spettacolo nasce dalla domanda “Ma tu sei felice?”, incipit del libro di Baccomo e della web series estemporanea, interpretata e realizzata da Bisio e Alberti durante il lockdown. L’esperimento – visibile sul canale Youtube di Claudio Bisio - ha dato vita a 25 episodi, girati con smartphone e mezzi casalinghi, dai quali i due attori hanno tratto il live che sta toccando le principali rassegne teatrali estive e che andrà in scena stasera in largo San Giovanni a Spoltore, come unica data in Abruzzo, per il festival diretto da Angelo Valori.
Volto noto del palcoscenico di Zelig, Claudio Bisio ha arricchito la sua carriera con film diretti da famosi registi italiani, da Marco Bellocchio a Paolo Virzì a Gabriele Muccino. È stato importante, in particolare, il suo sodalizio artistico con Gabriele Salvatores e con il gruppo del Teatro dell’Elfo di cui Bisio ha fatto parte per diversi anni. Legato a Gigio Alberti da un’amicizia che dura da quarant’anni, Bisio ha recitato con lui proprio in diversi film di Salvatores, il più celebre dei quali “Mediterraneo” del 1992, vincitore, quell’anno, del Premio Oscar come migliore pellicola in lingua sttraniera.
«La cosa che mi diverte di più del progetto è il cinismo dei personaggi (e quindi di Baccomo)», spiega Bisio. «I due protagonisti sono figure piuttosto negative, sono due superficiali qualunquisti. A me raramente capita di impersonare dei personaggi del genere, sia a teatro che al cinema. Magari dei buoni, ma qui è necessaria una certa distanza, un po’ brechtiana, dai personaggi, la cosa più difficile del mondo».
«Per me, si tratta invece di un’adesione totale al personaggio», dice Gigio Alberti. «Interpretarlo è un regalo grandissimo, perché mi diverto moltissimo, mi sento libero di dire tutte le cose peggiori con la massima naturalezza e credendoci fino in fondo. Sono due personaggi che vanno quasi oltre ogni limite con un candore, però, che in qualche modo li salva dal giudizio del pubblico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.