La Rosa canina

27 Novembre 2022

Parente povera delle rose sensuali nei loro sontuosi boccioli regali, la rossa canina spalanca il suo fiore chiaro, con appena quattro petali, ai primi solicelli della primavera e punteggia con le...

Parente povera delle rose sensuali nei loro sontuosi boccioli regali, la rossa canina spalanca il suo fiore chiaro, con appena quattro petali, ai primi solicelli della primavera e punteggia con le sue macchie verdi i luoghi più impervi e solitari; la sua nuvola rosa, ondeggia lieve ai primi venticelli primaverili, somiglia a quelle dei mandorli e dei peschi più frettolosi. Ha un profumo lieve, una fragranza tenue: nulla a che vedere con quello intenso delle sue cugine dinastiche. Può assumere vari colori a seconda del terreno: attraversare il rosa e sfumare nel giallo. In inverno la Rosa canina si fa notare di più: la sua bacca gonfia, rossa, tesa e lucida resiste alle ventate diventando sempre più rossa. Ogni colore è ormai scom-parso: lei tiene compagnia al natalizio agrifoglio, al corbezzolo che spunta con fraterna gioia rossa. L’aggettivo “canina” la accompagna da tempo immemore, a causa delle spine ricurve come zanne di cane. Secondo una leggenda tedesca, era anticamente un albero altissimo; il diavolo la utilizzava per arrivare fino al cielo. Per sbarrargli la strada, la pianta venne ridotta ad arbusto, e le sue spine, per sicurezza, sono rivolte verso il basso. Può raggiungere i 300 anni e salire fino ai 1500 metri. Un arbusto dimesso e trascurato, che offre polline alle api, cibo agli uccelli in inverno, marmellate ricche di vitamina C . “Ma tu di bacche brillerai/ nel lutto del grigio inverno” scrive Pascoli nella poesia “ Rosa di macchia”. La” macchia” era per mio padre e per tutti i contadini la selva selvaggia, il caos da addomesticare. Nel cuore dell’inverno quelle bacche rosse preannunciano, per affinità cromatica, il tempo natalizio. Le rose regali sono ormai un ricordo – qualcuna stremata, resiste - mentre la cenerentola ci accompagna, e sarà pronta, a lasciare una pennellata di rosa, sul verde tenero primaverile, ai lati delle nostre colline, sui sentieri impervi delle nostre montagne.