La rosa di Pasolini inaugura ilMaggioFest

5 Maggio 2019

Oggi allo Spazio Tre di Teramo uno spettacolo multimediale di Maria Inversi ispirato alle poesie dello scrittore

TERAMO. La 28esima edizione del MaggioFest si apre oggi a Teramo con il più lirico teatro di ricerca. Dalle ore 18 lo Spazio Tre Teatro ospita lo spettacolo “Nel nome della rosa – Pasolini & Co.”, con ideazione, recitar-cantato e regia di Maria Inversi, e le musiche del fisarmonicista Marcello Fiorini eseguite al bajan dall’autore e video di Inversi realizzato dal giovane flmmaker romano Flavio Artusi. L’attrice, drammaturga e regista è la prima protagonista nel cartellone allestito dall’associazione culturale Spazio Tre con la direzione artistica del regista Silvio Araclio.
Maria Inversi porta in scena un lavoro multimediale che indaga la visione del femminile in Pier Paolo Pasolini, determinata dal profondo rapporto con la madre Susanna. La tessitura drammaturgica di Inversi parte dalla poesia “Supplica a mia madre” e altri frammenti dalla raccolta poetica del 1964 “Poesia in forma di rosa”, ma abbraccia anche la celebre lirica “Marilyn”, dedicata alla Monroe nel film “La rabbia”, un'amara lettera del poeta a Silvana Mangano, gli scritti per Laura Betti e alcune dichiarazioni di Maria Callas.
«Lo spettacolo si muove alla ricerca del femminile dentro Pasolini, che ha una visione assolutamente magnifica e non misogina» spiega Maria Inversi al Centro. «Il grandissimo amore per la madre gli ha impedito di cercare un corpo con un’anima, ma solo corpi, perché l’anima della madre, talmente forte e radicata, occupava la sua». Nelle parti musicali scorrono le canzoni composte da Pasolini con Franco Nebbia per Laura Betti, riscritte da Fiorini. Lo spettacolo, un’ora circa, si chiude con la canzone di Pasolini “Come sono le nuvole”, che fu cantata da Domenico Modugno. «Con Marcello Fiorini abbiamo trovato un modo di cantare e suonare personale, non imitativo, che ci rappresenti» Maria Inversi, natali in Puglia a Minervino Murge, infanzia e adolescenza a Torino, vive e lavora da tempo a Roma dopo una lunga parentesi abruzzese segnata dalla laurea a Pescara in lingue e letterature straniere e poi dalla frequentazione a Teramo della scuola di teatro metodo Fersen di Silvio Araclio a Spazio Tre. Alla compagnia teramana ha legato a lungo il suo nome in memorabili produzioni teatrali tra il 1978 e il 1987: “Il drago” di Schwarz, “La prova” di Marivaux, “I Cenci” di Artaud, “Giallo cromo” di Falzoni. Lasciato l’Abruzzo, Inversi ha studiato teorie teatrali e in particolare Artaud alla Sorbonne Censier III, frequentando seminari intensivi con le équipes di Peter Brook e Karolyn Carlsonr. In questi giorni esce Sipario Europa, numero della rivista dov’è inserito il testo di Inversi su Francesca Morvillo, moglie e collega del giudice Giovani Falcone, lavoro ancora inedito sulla scena.
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