“La saga dei 3 Kim”, il nuovo saggio di Vecchioni

7 Dicembre 2014

Il diplomatico atriano oggi alla Fiera dell’editoria di Roma: «Racconto la Corea e il suo paradosso»

ATRI. Lucidità, attenzione e divulgazione: queste le parole-chiave che animano, ormai da decenni, l’opera di ricerca e scrittura di Domenico Vecchioni, il diplomatico abruzzese originario di Atri che torna in libreria con un nuovo lavoro storiografico incentrato su “La saga dei 3 Kim – La prima dinastia comunista della storia” (Greco&Greco, €12), volume che sarà presentato alla Fiera della piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi”, a Roma, oggi alle 16, nella sala Ametista. Un lavoro importante che attraverso l’argomentazione agile e cristallina della materia trattata coinvolge anche il lettore meno addentro alle dinamiche geo-politiche del mondo orientale, illuminando la zona d’ombra di quanto è accaduto nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, Paese da 70 anni bloccato in una forma di monarchia comunista travestita da democrazia. Un sistema dai contorni paradossali, che ha dato vita a un ibrido istituzionale senza precedenti nella storia, in cui delirio di onnipotenza e sistema marxista-leninista si confondono senza soluzione di continuità, calpestando in ogni manifestazione legislativa o giuridica i fondamentali diritti umani, politici e civili. Vecchioni, diplomatico di carriera, console generale a Madrid, a Nizza e ambasciatore d’Italia a Cuba, pur continuando a girare il mondo non dimentica mai la sua terra d’origine, l’Abruzzo, termine di paragone costante all’interno del suo operato diplomatico e intellettuale.

Da dove nasce la sua esigenza di indagare le zone d’ombra della grande storia?

«Credo sia semplicemente la voglia di raccontare quel che in Italia è poco conosciuto e che ho scoperto girando il mondo. Le faccio l’esempio di Cuba, dove ho lavorato 4 anni: tutti conoscono Fidel Castro, però pochi considerano il fratello minore, Raul, ovvero colui che già da diversi anni ha in mano le sorti del paese e le sorti della rivoluzione. Da questa zona d’ombra è nato il mio saggio sulla figura di Raul. L’ambizione dei miei libri è quella di raccontare, di essere letti (paradossalmente!). Scrivo libri così come mi piace leggerli, con una forte base di ricerca storica e di attenzione al documento».

E l’attenzione alla dinastia coreana nel suo ultimo libro come è nata?

«L’occasione è stata la scomparsa dell’ultimo Kim, Kim Jongh-un: l’attenzione mediatica mi ha permesso di porre in essere un ragionamento storico su lla Corea del Nord. È un Paese che dispone di armi nucleari, e questo non può lasciare indifferenti. Consideriamo, inoltre, il paradosso che coinvolge la vita di milioni di coreani: sono guidati da un élite dittatoriale eppure comunista! Non avrei potuto non indagarne le ragioni».

Chi sono gli abruzzesi nel mondo?

«Sono delle persone unite e profondamente legate alla cultura di origine. In Argentina, ad esempio, ho riscoperto sapori che qui in regione sono andati completamente perdute.

Federica D’Amato