La sorpresa Greco tra i primi candidati al Premio Strega 2023

27 Marzo 2023

Convince l’opera prima dell’impiegato scrittore 55enne “In buone mani” è un romanzo autobiografico sul dolore

ROMA. «Non si conosce la paura finchè non si diventa padri»: lo scrive e lo modula in mille modi Michele Greco, impiegato pubblico nato a Palermo nel 1968 e trasferito a Roma dopo una laurea in Economia.
«Non mi aspettavo davvero di finire tra i primi 80 candidati proposti dalla Giuria degli Amici della Domenica al premio Strega 2023», ripete alla presentazione del romanzo in una libreria romana, ma si capisce che la parola è un'utensile più che alla sua portata, ampiamente sperimentato fino a giungere a questa prima, curatissima, pubblicazione.
In buone manì è un romanzo autobiografico che affronta con una perfetta misura, senza pietismo o eccessi di razionalizzazione, questioni scottanti quali la paura della perdita, l'amore in tutte le declinazioni, il coraggio, il tempo, con un ritmo di scrittura che sembra quasi un respiro, a volte corto di ansia, ora più lungo nel tentativo di placarla e riprendere fiato. Nel 2017 Michele e Francesca (i nomi nel libro sono di fantasia) hanno il loro secondo figlio, che ad appena venti giorni dalla nascita viene colpito da un'emorragia cerebrale. Segue una lunga degenza in ospedale fatta di attese nelle sale d'aspetto, di apprensione per quel tempo infinito tra il timore che la vita si fermi o che possa evolvere e diventare una maratona irta di ostacoli, fatta di dedizione totale, solidarietà con chi vive la stessa angoscia.
Il padre di Michele si aggrava proprio in quei giorni, e l'impossibilità di farsi in due per assisterlo dà nuove forme all'angoscia e al dolore. E nuova linfa ai ricordi che si fissano sulla pagina: le memorie di una sorella affetta dalla sindrome di down, i calzoni corti e le calze bianche di un'infanzia che riaffiora tra i sensi di colpa di essere “normale”.
Temi di peso a metterli in fila, ma che sotto la penna di Michele Greco scorrono leggeri come l'acqua dalle fontane di Roma, i “nasoni” che classifica durante le passeggiate con il figlio grande nei tentati sprazzi di serenità. Aggrappandosi a ogni appiglio di speranza e ripetendosi con l'imperatore Marco Aurelio: «Al mattino, quando non hai voglia di alzarti, svegliati e vai a compiere il tuo mestiere di uomo».
In buone mani è un libro pieno di gratitudine per la vicinanza e l'abnegazione di tanti operatori sanitari incontrati durante il Calvario di quei giorni. Pieno di affetto e di affetti, dati e ricevuti. A partire dalla copertina, dove campeggia la bella foto di un mosaico a forma di angelo, opera dell'amata sorella Rossana.