La storia di Marciano il Rocky di Ripa Teatina

PESCARA. «Se vuoi vivere una vita piena, allora vivila pericolosamente... Ma sei veramente sicuro sia necessario?». La riflessione è di un pugile. Non uno qualsiasi, uno che fu campione del mondo dei...
PESCARA. «Se vuoi vivere una vita piena, allora vivila pericolosamente... Ma sei veramente sicuro sia necessario?». La riflessione è di un pugile. Non uno qualsiasi, uno che fu campione del mondo dei pesi massimi per 4 anni e che da professionista rimase imbattuto: Rocky Marciano, figlio di emigranti italiani negli Usa, suo padre Querino era originario di Ripa Teatina, in provincia di Chieti, considerato il più grande peso massimo di tutti i tempi.
Marciano, morto nel 1969 a 45 anni di età, quel pensiero lo scrisse a fine carriera in un suo quadernetto di appunti ed è una delle molte chicche di una storia storia umana e sportiva narrata dal giornalista Giuliano Orlano nel volume “Rocky Marciano-The King” (edito da Libreria dello Sport, 293 pagine). Se la gloria è finire nei sogni e nelle speranze di tanti che fanno il tuo sport o magari in una canzone, allora Marciano, il modesto muratore che cambiò il suo cognome da Marchegiano in Marciano per renderlo più facile da pronunciare agli americani, ce l'ha fatta. Orlano racconta la storia di Marciano con tutto il corollario di miti dell'America anni '50 e con i sogni degli italiani che seguivano alla radio le imprese di quel ragazzino di padre abruzzese che il sogno americano lo incarnò sul ring.
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