La storia di Pescara in ventidue “clic”

Al Palazzo di Giustizia le foto di Cascella, De Antonis, D’Angelo intitolata a Sulli
PESCARA. Otto fotografi per testimoniare il complesso e duraturo rapporto della città di Pescara con la fotografia nazionale e internazionale, una mostra permanente con 22 opere fotografiche di Cascella, De Antonis, Möder, Durini, Iammarrone, Di Paolo, D'Angelo e Schirato, intitolata all'avvocato e storico Bruno Sulli, recentemente scomparso, anche per marcare una attiva presenza dei legali nella vita culturale cittadina.
L'idea è partita dalla Fondazione Forum Aterni, presieduta dall'avvocato Franco Sabatini che nel Palazzo di Giustizia (corridoio ala Civile) di Pescara, ha inaugurato l'esposizione insieme a Vincenzo de Pompeis, Giorgio D'Orazio e Sandro Parmiggiani che firmano i testi in catalogo.
Lo spirito della mostra, finanziata dagli avvocati del Foro pescarese, si presenta come un omaggio e una dichiarazione del legame proficuo tra la città e quei fotografi che le hanno fatto vivere momenti di assoluto prestigio.
La storia parte da lontano - come ricorda il saggio di D'Orazio "Uno scatto innato. Pescara e la fotografia" che affronta la tematica dall'800 fino ai giorni nostri - e inizia con il pittore Basilio Cascella, valente interprete di fotografia, alla quale si era accostato grazie alla frequentazione del Cenacolo michettiano. Pochi decenni dopo sorgeva a Pescara lo studio professionale del giovane Pasquale De Antonis, l'amico di Flaiano, esperienza precedente al suo approdo a Roma, dove sarebbe divenuto protagonista di successo come ritrattista, reporter d'arte e fotografo di moda e di scena.
Intanto a Pescara era attivo Giuseppe Möder, insieme ad altri fotoamatori pescaresi tra cui Bruno Simoncelli, col quale condivideva la partecipazione ai gruppi promossi da Giuseppe Cavalli. Negli anni della ricostruzione Pescara inizia a vivere grazie all'impulso di Möder un boom fotografico, firmato dal "Gruppo Pescarese" (fondatore del Foto Club Pescara) ed espresso attraverso la Biennale di Fotografia di Pescara, importante manifestazione di respiro internazionale che, nelle sue sei edizioni tra il 1957 e il 1969, registrò la partecipazione di grandi fotografi come Mario Giacomelli.
Con l'arrivo degli anni '70, Pescara diventa anche protagonista della migliore arte contemporanea: a dimostrarlo è l'obiettivo di Buby Durini che, assieme alla moglie Lucrezia De Domizio, si è fatto promotore, collaboratore e co-protagonista del lavoro dei maggiori artisti dell'ultimo quarto di Novecento, captandone il concetto estetico e fermandolo concettualmente con lo scatto.
In quegli stessi anni, poi, parte da Pescara un'opera di ricognizione del patrimonio culturale antico e contemporaneo della nostra terra, tutelandolo e valorizzandolo con la documentazione ma facendone anche fonte di inspirazione per nuove creazioni in chiave artistica.
È il caso di Giuseppe Iammarrone che si è concentrato specialmente sulle culture popolari sopravviventi con memorabili reportage antropologici, e di Gino Di Paolo che con una produzione vivace e vastissima ha indagato diversi filoni, la fotografia sociale e quella documentativa dei grandi artisti contemporanei, la fotografia di opere d'arte e architettura e quella creativa di paesaggio.
Nell'epoca della globalizzazione, infine, ad esprimere nuove possibilità, specialmente su contesti esteri, ci sono Luciano D'Angelo, concentrato su importanti reportage di viaggio, la cui ricerca sembra prediligere le radici ataviche delle civiltà, e Stefano Schirato, concentrato su delicati reportage con tematiche sociali, la cui ricerca sembra prediligere le ramificazioni contemporanee delle società, entrambi autori che raccontano storie di popoli lontani, paesi meravigliosi, società trasformate.
Un'ulteriore dimostrazione di come a Pescara si sia sempre trovato terreno fertile per non limitare ed anzi amplificare la ricerca e l'attività fotografica con esiti storicizzati.
