La strana utopia di Captain Fantastic

18 Ottobre 2016

Mortensen nei panni di un padre che cresce i figli come filosofi

ROMA. Si può vivere la propria utopia essendo padre di sei figli? Si può isolarli nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, per dargli un'educazione marxista, fargli festeggiare il compleanno di Noam Chomsky, renderli colti in tutto e abituarli a sopravvivere con la caccia? È quello che fa talebanamente il padre di “Captain Fantastic”, Ben (Viggo Mortensen), nel film di Matt Ross passato ieri alla Festa di Roma in collaborazione con la sezione parallela di “Alice nella città” e in sala dal 7 dicembre.

«È stato uno dei più bei copioni che abbia mai letto da anni, mi attira questa figura di padre che vive con i suoi figli nella foresta ma si dovrà scontrare con ostacoli che lo renderanno flessibile. E mi piace soprattutto il fatto che sia un uomo onesto», sottolinea Mortensen. Bisogna dire che Captain Fantastic è un padre fuori dal comune, che dedica la propria vita a trasformare i suoi figli in adulti straordinari («Re filosofi come nella Repubblica di Platone», dice a un certo punto), ma tutto questo alla lunga funziona? Quando una tragedia si abbatte sulla sua famiglia, costringendolo a lasciare quel paradiso faticosamente costruito, scopre che i suoi ragazzi nel mondo esterno sono inadeguati. Sanno tutto della vita, ma solo da quello che hanno letto nei libri, non la conoscono. Se, come capita al più grande dei suoi figli di incontrare per la prima volta una ragazza, lui le si getta ai piedi e chiede subito di sposarla, perché cosi è per chi non frequenta il mondo e dell'amore conosce solo la chimica dei feromoni.

«Quando faccio i film», dice l'attore, «non penso certo al budget, ma ad una storia che vorrei vedere al cinema. Mi piace nel mio personaggio il fatto che sia onesto, anche se io a volte mento per non fare del male agli altri. Non posso dire che ho preso molto dalla mia storia personale, anche se mio padre lavorava molto e lo vedevo poco, ma mi ha dato un'educazione tradizionale, mi ha insegnato ad andare a pesca e a caccia e ad avere un buon rapporto con la natura».

Il fatto che nel personaggio di Ben ci siano molte contraddizioni - ama la cultura di sinistra ma educa i figli anche alla violenza - «è perché», dice Mortensen, «è un personaggio sicuramente contraddittorio e a volte diventa un dittatore nonostante predichi la tolleranza. Non credo esistano padri e madri perfetti, questa è la vita».

Sulle elezioni negli Usa dice: «È la campagna presidenziale peggiore di cui io abbia memoria, una cosa davvero imbarazzante». Da lui anche parole forti contro gli Academy Awards: «Il problema di questi premi non sono tanto le scelte, ma il denaro che c'è dietro. Per sostenere una candidatura alcune distribuzioni hanno la forza, da giugno a febbraio, di promuovere il film. In realtà le nomination si possono comprare».

Nel cast anche Frank Langella, Missi Pyle, Erin Moriarty, George MacKay, Ann Dowd, Samantha Isler, Annalise Basso, Kathryn Hahn e Steve Zahn. Frase cult di “Captain Fantastic” quella che pronunciano i tonici figli di Ben quando entrano in un centro commerciale: «Ma qui sono tutti malati, sono tutti grassi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA