La svolta “beat” di Piero Delle Monache

30 Maggio 2019

Esce oggi #Beatville, il nuovo singolo del sassofonista pescarese. E parte il tour che lo porterà dalla Sicilia al Gabon

PESCARA. Ha iniziato a suonare quando aveva 13 anni e non si è più fermato. Una vita vissuta per la musica e con la musica quella del sassofonista pescarese Piero Delle Monache, che oggi partirà per un nuovo tour.
Il musicista, annoverato tra i dieci migliori sassofonisti italiani, porterà la sua musica dalla Sicilia al Gabon. In occasione della nuova tournée, Delle Monache lancia il suo nuovo singolo #Beatville, disponibile da oggi su Spotify, iTunes e sul sito www.portasale.it.
Il brano, prodotto con il musicista Federico Ferrandina e il sostegno della Anthis di Antonio Muffo, è un omaggio alla capitale del Gabon, Libreville, dove Delle Monache si è già esibito nel 2013. Il tour inizierà dalla Sicilia e vedrà il sassofonista abruzzese esibirsi oggi a Siracusa, in occasione della rassegna “Conversazioni in Jazz” a cura di Rino Cirinnà, e domani a Catania nell’ambito della programmazione “Main Stage” diretta da Dino Rubino. Delle Monache raggiungerà, poi, il Gabon, per tre concerti organizzati dall’Ambasciata italiana per celebrare la Festa della Repubblica, dal 2 al 4 giugno.
Delle Monache, lei è alla sua seconda esperienza in Africa, dopo l’intenso tour del 2013. Cosa rappresenta per lei questo ritorno?
Innanzitutto una grandissima gioia, perché in Africa ho lasciato il cuore. Tornare a suonare in quella terra è stata una cosa che ho desiderato da subito e ora che si è presentata questa possibilità sono davvero felice. Mi esibirò con l’amico e collega Tito Mangialajo, la cantante gabonese SeBa e tre musicisti della sua band. Sono stato invitato dall’ambasciatore italiano in Gabon, Gabriele Di Muzio. Ci siamo conosciuti nel 2013 quando ho suonato con il mio quartetto in Sudafrica, dove era console. In questi anni ha continuato a seguire il mio percorso artistico. È la prima Festa della Repubblica italiana che festeggia in Gabon da ambasciatore. Sarà un vero incontro di culture musicali. Suoneremo prevalentemente la mia musica, due pezzi di SeBa e il mio inedito #Beatville. Abbiamo lavorato a distanza, la tecnologia rende tutto estremamente semplice.
#Beatville è un brano nato proprio in occasione di questo tour…
È stato inciso proprio per questa occasione. Da tempo sono appassionato di musica africana, ma questo invito mi ha spinto ad avvicinarmici ancora di più. Il titolo vuole essere un omaggio a Libreville, dove mi esibirò, ma non solo. “Beat” perché il pezzo ha un ritmo afrobeat, che si discosta dalla mia produzione precedente, un segno di discontinuità con il passato. Questo brano è un po’ un anello di congiunzione tra quello che è stato e quello che farò. Il mio nuovo disco, a cui inizierò a lavorare quest’estate, sarà completamente diverso da ciò che ho fatto fino ad ora. Il mio obiettivo è cominciare una sorta di seconda fase: questo “beat” è un anello di congiunzione ideale tra il prima e il dopo. Al pezzo ho lavorato con Federico Ferrandina, uno dei musicisti italiani che stimo di più e un caro amico.
Il tour partirà questa sera da Siracusa, per poi portarla in Gabon agli inizi di giugno...
Le date di Siracusa e di Catania saranno i miei primi concerti in Sicilia. Suonerò con Dino Rubino, uno dei musicisti più forti della mia generazione, in una programmazione di stelle del jazz.
Cosa rappresenta per lei la musica?
Una fonte di gioia continua. Ho iniziato a suonare all’età di 13 anni. Il sax è arrivato in modo casuale, grazie a una pubblicità, quella della birra Heineken: due musicisti si incontrano in un locale e iniziano a suonare, mentre intorno a loro si crea una festa. Per me la musica è sempre stata legata all’idea di festa.
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