La tragedia di Heysel e il destino di due ragazzi

2 Giugno 2015

In libreria “Il giorno perduto”, vite che si incontrano nello stadio in cui cambia la storia del calcio

Cos'hanno in comune sport e letteratura? Una cosa fondamentale: la capacità di esprimere, al loro meglio, il significato di un'intera vita: lo sport attraverso la bellezza e la grazia del gesto atletico, la letteratura perché bacino inesauribile di storie, di possibilità d'esistenza e sogno. Quando queste due forme di espressione dell'umano si incontrano, si aprono nuove ipotesi di vita all'interno del modo in cui noi intendiamo e rielaboriamo il mondo; ne è prova evidente “Il giorno perduto” (66tha2nd Edizioni, pp.329, €18) scritto a 4 mani da Anthony Catwright e Gian Luca Catwright, un libro tagliente e allo stesso tempo commovente incentrato, come metafora e motore della storia, sulla tristemente nota tragedia dell'Heysel.

Per chi non lo ricordasse (difficile!) o lo sapesse, il 29 maggio 1985 – esattamente trent'anni fa – nello stadio dell'Heysel, in Belgio, fu disputata la finale di Coppa di Campioni tra Juventus e Liverpoool; poco prima dell'inizio della partita una minoranza ubriaca e violenta della tifoseria inglese si scagliò contro i tifosi della Juventus accalcati nel settore Z, spingendoli a indietreggiare fino a un muro che, sotto il peso della ressa, cedette, schiacciando e uccidendo ben 39 persone.

Una tragedia immane, una pagina nerissima all'interno della storia del calcio, il cui fantasma torna ad agitarsi ogni volta che una incresciosa notizia di cronaca si lega al nome di stadi e tifoserie. E' su tale tragedia che il duo Catwright-Favetto innesta la rivoluzione intorno a cui si gioca ogni vita degna di essere chiamata tale, l'esperienza di un giorno dove partire, alla volta del Belgio, per far accadere tutto quello che non abbiamo mai potuto fare o diventare, tutto quello che irrimediabilmente andrà perduto, forgiandolo al fuoco della Storia e della memoria. Protagonisti Christopher Victor Hale, detto Christy, che vive a Liverpool, sulle rive del Mersey, chiamato Monk dagli amici: la sua vita è stata abbandono e declino a causa della fuga della madre, la malattia del padre, la vana speranza di un lavoro. È il declino di una città e di tutto ciò che è intorno, un’intera classe sociale cancellata dal futuro. Poi c'è Domenico Dezzotti, detto il Mich, di Rueglio, in Valchiusella, che studia Ingegneria a Torino, proprio come vuole suo padre; gli amici Angelo, Charlie e Miranda lo considerano un privilegiato, e un po’ traditore, perché andrà via, li lascerà alla loro inedia di provincia. E' il mondo di tutti che sta cambiando, così partono per Bruxelles: Christy da solo e il Mich con il resto della banda, attraverso Londra, Parigi, la frontiera, il mare, in attesa della grande vittoria come metafora di un destino migliore. Alla fine tutto si giocherà tra il clamore della violenza e il silenzio di uno scambio di sguardi tra Christy e il Mich, l’attimo che li salderà per sempre al segreto della grande sfida che ognuno di noi, in un giorno perduto nel tempo, lancia alla promessa del futuro.

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