La Virginia Woolf di Alessandra Ferri

9 Aprile 2019

Un grande successo il ritorno della 55enne ballerina alla Scala di Milano 

MILANO. I complimenti dei colleghi Roberto Bolle e Luciana Savignano, le grida di «brava, brava» del pubblico, gli abbracci commossi di tutto il corpo di ballo. Una serata di emozionante successo, domenica sera, per Alessandra Ferri, che ha conquistato di nuovo la Scala, dove è stata etoile dal 1992 al 2007, anno in cui annunciò il suo ritiro dalle scene.
Oltre dieci minuti di applausi e ovazioni per lei e tutto il cast di Woolf Works, capolavoro di Wayne McGregor, che il coreografo aveva creato per il Royal Ballet nel 2015, convincendo la ballerina a tornare sul palco da protagonista. In Italia il lavoro, basato sulla figura artistica di Virginia Woolf, ma più su sensazioni e stati d'animo che su una vera trama narrativa, non era mai stato eseguito. In teatro anche le attrici Sonia Bergamasco e Virginia Raffaele. Alessandra ha dato l'anima a Virginia Woolf, una delle scrittrici più creative e anticonvenzionali del XX secolo. L'estro dell'artista, la solitudine, l'ossessione dei suoi fantasmi, i suoi rapporti amorosi, la trasformazione e la mutazione del gender in un vortice tra maschile e femminile, il dolore per la decadenza del corpo e della mente.
Un ruolo creato apposta per la 55enne Alessandra Ferri, che ieri sera ha mostrato tutta la sua perizia e abilità tecnica. Ad aprire lo spettacolo, direttore d'orchestra Koen Kessels, le parole della stessa scrittrice, nell'unica registrazione esistente del 1937 per un programma radio della Bbc. Woolf Works è ispirato a tre romanzi della scrittrice: I now, I then (da Mrs. Dalloway), Becomings (da Orlando), Tuesday (da Le Onde). Protagonista del secondo, la prima ballerina della Scala, Nicoletta Manni. Le tre grandi cornici di legno, che si muovono e ruotano accompagnando le coreografie di McGregor, lasciano il posto nel terzo atto a una gigantografia del mare rumoroso e le sue onde, mentre in sottofondo viene letta la lettera che Virginia scrisse nel 1941 prima di lasciarsi annegare in un fiume non lontano da casa dopo essersi riempita le tasche di sassi. La danza di addio con il suo partner, l'applauditissimo Federico Bonelli, principal al Royal Ballet, poi Alessandra/Virginia conta i passi verso l'acqua.
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