L’arte in “Movimento” di Vincenzo Schillaci

Una ventina di opere inedite esposte fino al 30 aprile alla Fondazione La Rocca per la personale dell’artista palermitano
PESCARA. Dalla penombra alla luce, e viceversa, senza soluzione di continuità. Dal gesto al segno, la turbolenza, il trauma dell’atto creativo conservato nella nascita e nel divenire dell’opera, della vita. È un complesso itinerario concettuale sull’interrogativo di sempre – il mistero della nascita, la possibilità di essere o non essere, il mutamento – la personale Movimento (perpetuo) del palermitano Vincenzo Schillaci, con la cura di Gaspare Luigi Marcone per Fondazione La Rocca, mostra allestita secondo un progetto espositivo site specific nello spazio in Via Paolucci 71 fino al 30 aprile.
La mostra presenta una ventina di lavori inediti dell’artista proseguendo la sua ricerca sul tema del movimento, inteso come «qualsiasi forma di mutamento». Un approccio di tipo ontologico, che non segue una linearità cronologica, ma una dinamica interna di ritorni, variazioni e trasformazioni, in cui ogni opera si presenta come nodo di una rete più ampia. «Quando ho cominciato a progettare questa mostra», ha spiegato Schillaci all’anteprima di sabato, «uno dei propulsori è stato il termine movimento, non da intendersi solo come dinamica fisica ma come qualsiasi forma di mutamento. Una delle idee guida è stata creare uno spazio significante in cui le opere potessero porsi allo spettatore come atti che si interrogano sulla possibilità stessa di materializzarsi. Opere che appartengono a cicli a cui lavoro già da qualche anno e che nella ricerca hanno trovato delle convergenze».
Organizzato come ideale decumano che procede dalla penombra alla luce abbagliante, lo spazio di Via Paolucci è attraversato a raggiera da dipinti storici ovvero percorsi laterali autonomi (Bagliori quotidiani), «zone di sensibilità diversa» convergenti su una fondamentale riflessione, la genesi dell’opera, «il momento incerto in cui un’immagine comincia a emergere». In definitiva, ha spiegato Schillaci, «il dramma della nascita, l’interrogativo attorno al quale ruota la nostra stessa esistenza, e che dà origine anche a questa mostra». Il percorso parte idealmente sotto l’illuminazione più soffusa dell’ingresso Phantàsma (serie pittorica su carta Cedere per credere) in cui materia e memoria interagiscono attraverso un processo di stratificazione su tela di presenze e cancellazioni . Uno stato preparatorio che va a confluire nella luce abbagliante della sala centrale (Bronzi) dove il pensiero trova una manifestazione visiva, il segno il suo spazio di azione. Le opere presenti in mostra sono realizzate in materiali eterogenei come carta, tela, tavola e bronzo. Ogni area dell’esposizione è concepita come un “momento” in cui l’immagine muta nel tempo stesso della sua contemplazione. I lavori del ciclo Phantasma sono ottenuti con calce, gesso, pasta di quarzo, polvere di marmo, pigmenti, inchiostri, pittura spray e finiture marmoree. I “dipinti in bronzo” sono ottenuti tramite calchi realizzati su quadri stratificati e poi distrutti. Punto focale della ricerca è un bronzo generato da un quadro modellato a mano, Fare un quadro (2025): l’artista ricostruisce la superficie di un dipinto con tocchi di argilla, plasmando volumi irregolari destinati a tradursi in metallo attraverso il calco. È in questo gesto insieme generativo e distruttivo, osserva il curatore Marcone, che si condensa l’idea stessa di movimento perpetuo. Il quadro originario scompare, ma sopravvive in una nuova forma: una superficie solida, opaca, “altra”, che conserva i resti del gesto pittorico congelati nel metallo. «Come in geologia, decine e decine di strati si sovrappongono annullandosi e vivificandosi reciprocamente. La stratificazione, dunque, non è solo un procedimento tecnico ma principio di coesistenza, un modo di pensare il tempo, fragile, dell’immagine. È nella tensione tra essere e divenire, tra ciò che si manifesta e ciò che rimane latente, che il lavoro di Schillaci trova la sua necessità».
La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Allemandi, insieme a un public program di incontri di approfondimento. Sono previste inoltre visite guidate per le scuole. Apertura al pubblico da martedì a sabato con orario 16-20, giorni di chiusura: domenica e lunedì. Istituita nel 2022 e presieduta da Ottorino La Rocca , Fondazione La Rocca è ente no-profit dedicato alla conservazione, produzione e valorizzazione dell’arte contemporanea.
