Lassù a Capo di Pezza terrazzo sul Velino

L’irrinunciabile escursione agostana nella Valle Majelama
«In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso» (Aristotele). E delle meraviglie della Valle Majelama si potrebbe scriverne senza mai annoiare: percorrerla e ripercorrerla è una gioia per tutti i sensi.
La Valle è chiusa, però, dal 15 febbraio al 15 agosto di ogni anno: il divieto è motivato dalla protezione dell’avifauna, nello specifico per la salvaguardia dell’aquila reale che nidifica proprio sui suoi pendii scoscesi. Tale prescrizione è estesa anche Vallone del Rietello, Selva del Coco, Costa della Sentina e Pratoni del Cafornia.
Dunque l’escursione di oggi ce la riserviamo per la fine di agosto.
L’imbocco del sentiero è presso il paese di Forme (frazione di Massa d’Albe, L’Aquila), dove a sinistra della fontana del paese, si prende una stradina che si percorre per 2,5 km finché non si arriva ad uno slargo e cartelli indicatori. Dal parcheggio (1133 m) si imbocca il sentiero numero 8 che entra nella valle Majelama. Tra alte pareti strapiombanti, a destra dei monti della Magnola e a sinistra del Pizzo Cafornia, si prosegue nel bosco. A quota 1420 m si incrocia il sentiero per valle Genzana (numero 1G) che imbocchiamo.
Dopo qualche tratto su terreno un po’ instabile dovuto ai molti sassi su ghiaia, si arriva ad un bivio che a sinistra arriva nella stupenda Valle della Genzana, dove sorge uno stazzo e piccolo rifugio pastorale omonimo, e a destra conduce (sentiero 10A) al Costone della Cerasa. Continuando a sinistra sul sentiero si entra nella Valle Genzana: si tratta di una conca erbosa circondata di vette altissime. Si prosegue sul fondo valle e poi si sale sulla sella verso nord: il Vado di Castellaneta (2068 m), una sella di connessione tra la Valle Majelama e i Piani di Pezza, tra il Costone della Cerasa e Capo di Pezza. Di tanti posti sul massiccio del Velino, il Vado di Castellaneta è uno dei miei preferiti, e non per il panorama, quanto perché ci si sente immersi completamente nella montagna a sentirne l’altitudine, l’aria fresca, il silenzio e a guardarne la grandiosità. Dal Vado verso nord-ovest si arriva alla croce di vetta di Capo di Pezza (2177 m), un vero e proprio balcone sull’intero massiccio del Velino con i grifoni che volano sulle nostre teste e le immense valli sotto i nostri piedi. Si scende ora lentamente percorrendo il filo di cresta verso sud e si sorvola la valle Genzana nella sua interezza, incastonata come un verde smeraldo tra rocce argentee tempestate di diamanti. Si arriva poco dopo su uno sperone roccioso: la vetta della Costa Stellata. E anche se “stella” sembra definire “scanalature nella roccia”, ci piace pensare che di notte con la luna quelle pietre scintillino come stelle. Lo sperone è un balcone stupendo sulla valle Majelama, il Bicchero e il Velino, una posizione privilegiata per osservare la costa della Sentina, bellissimo crinale verso il rifugio Magrini.
Si scende ripidamente per il sentiero che ci riporta verso la valle Majelama di cui possiamo ancora godere i colori e gli odori. Uno sguardo ancora verso il Fucino, prima di ripercorrere la parte bassa e umida del vallone e tornare al punto di partenza: Peschio Rovicino.
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