Le crisi mondiali e il facile abbaglio del denaro

3 Ottobre 2020

In libreria “Il sole di Passepartout” del giornalista Rossano Orlando con prefazione del vescovo Forte

PESCARA. L’arcivescovo di Chieti-Vasto e teologo Bruno Forte, che ne ha curato la prefazione, lo ha definito «inquietante» non tanto «perché scomoda il lettore ricordando il succedersi di passi falsi che ha portato l’umanità alla grande crisi economica mondiale del 2008 e alla tragica incapacità – anche di grandi sistemi statuali – di difendersi per tempo dalla pandemia dovuta al Covid-19».
Preoccupa «perché denuncia i due grandi mali morali che hanno portato alla duplice crisi, quella finanziaria» e quella «sanitaria iniziata a fine 2019: la grande menzogna e la grande presunzione. Due mali nati dal facile abbaglio del “dio sole”, il denaro». Proprio sulla degenerazione nell’utilizzo distorto della moneta è incentrato “Il sole di Passepartout. L’altra faccia del denaro, misura di tutte le cose”, l’ultimo libro di Rossano Orlando, giornalista del Centro, uscito ad agosto per Chiaredizioni dell’editore Arturo Bernava e già alla prima ristampa. Continua l’arcivescovo Forte: «Così è stato nella crisi del 2008, quando la grande menzogna di ritenere valore reale il valore finanziario ha portato alla crisi dei mutui subprime, pagata nella misura maggiore dai più deboli, che avevano creduto nella promessa di guadagni facili, affidati ai giochi della grande finanza. Così nella crisi iniziata nel 2019, quando le tragiche avvisaglie della pandemia affacciatesi in Cina sono state minimizzate con toni rassicuranti, fino a quando il virus devastante è venuto a colpire al cuore le grandi società occidentali, producendo decine di migliaia di vittime e distruggendo storie di vita e legami affettivi, che sembravano affidati al mito di un progresso sicuro, garantito dai processi della globalizzazione, governati dai potenti della terra soprattutto a loro favore».
«Il denaro», spiega Rossano Orlando, «è diventato ormai il parametro di riferimento della nostra vita: è la misura di tutte le cose. Gli ammonimenti di papa Francesco e di tanti laici sui suoi effetti perniciosi, non possono lasciarci indifferenti. In questo libro sono ripresi i classici greci e latini, la Sacra Bibbia, i classici della letteratura, le encicliche sociali della Chiesa, che affrontano il tema del denaro con spunti di riflessione rianalizzati alla luce della crisi finanziaria e della pandemia. Ecco, va riconsiderato il ruolo del denaro e per farlo bisogna riflettere su come esso nasce, quali effetti crea nella società, che cosa significhi vivere a debito, perché bisogna agire puntando al bene comune: c’è bisogno di un’operazione verità che richiami l’uomo a nuovi comportamenti fondati sull’etica della responsabilità. Il libro ricorda anche del professore Giacinto Auriti (1923-2006), l’ideatore del Simec, “la moneta del popolo”, che oltre trent’anni fa ebbe a preannunciare ciò che oggi ci tocca patire: la forza dell’indebitamento e del potere tecnocratico». Oggi alle 18 presentazione nella libreria Vieniviaconme di Avezzano .