Le diverse facce dell’amore nei canti della “Commedia”

10 Febbraio 2022

L’AQUILA. Il Teatro Zeta porta la Divina Commedia sul palco per la stagione di prosa Volo Libero.Un primo spettacolo è previsto domani alle 21 a Teramo, presso lo Spazio Teatrale Backstage Dance...

L’AQUILA. Il Teatro Zeta porta la Divina Commedia sul palco per la stagione di prosa Volo Libero.
Un primo spettacolo è previsto domani alle 21 a Teramo, presso lo Spazio Teatrale Backstage Dance Academy (Circonvallazione Ragusa, 49), mentre una seconda lettura si terrà sabato 12 febbraio, sempre alle 21, all’Aquila negli spazi del Cinema Teatro Zeta di via Rodolfo Volpe a Monticchio.
Sarà Manuele Morgese a leggere i versi dell’eterna opera di Dante Alighieri, accompagnato dal violino di Fabrizio De Melis e dal violoncello di Maria Margherita Paci.
Manuele Morgese, direttore artistico della compagnia Teatrozeta, interpreterà una scelta di cinque tra i canti più noti e rappresentativi del capolavoro dantesco. Capolavoro della letteratura mondiale La Divina Commedia ha un trascorso illustre di “lettori”, spesso “attori”, che hanno dato corpo e voce all’itinerarium mentis del poeta fiorentino.
La performance, che segue il filo rosso dell'amore, abbraccia la vicenda di Paolo e Francesca, i due amanti che si trovano nella schiera dei "morti per amore", soffermandosi poi nel primo canto del Purgatorio, momento di passaggio e rito fondamentale della commedia dantesca, guado che lega profondamente Dante alla tradizione classica attraverso la figura di Catone e si conclude nella visione di luce del trentatreesimo canto del Paradiso.
Cinque i canti scelti per l’occasione. Dall’Inferno il Canto I, l’amore per se stessi e la vita migliore; il Canto V come esaltazione pietosa e mai condanna dell’amore carnale, nella vicenda di Paolo e Francesca; il Canto XXVI, l’amore per la conoscenza e la curiosità culturale (Ulisse). Del Purgatorio, il Canto I: l’amore per la libertà nella storia di Catone. Infine, del Paradiso, il Canto XXXIII, come grandiosa conclusione nell’amore assoluto ed ineffabile per la Divinità che tutto muove.
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