Le lettere degli emigrati in “Cara Moglia”

Due repliche dello spettacolo, stasera e domani, al Teatro Fenaroli
LANCIANO. Le lettere dei nostri emigranti sono l’ispirazione per lo spettacolo che va in scena al Teatro Fenaroli stasera e domani alle 21. Cara moglia prende ispirazione dall’omonima importante opera di Emiliano Giancristofaro, che raccoglie le lettere dei nostri emigranti, nel rapporto epistolare con le famiglie negli anni del dopoguerra. Lo spettacolo non è una semplice lettura scenica delle lettere: gli “Amici” hanno voluto tentare un’esperienza diversa dal tradizionale teatro dialettale. L’impianto scenico di Sergio Salicco, le musiche di Massimo Benedetti, il tema impegnativo, hanno generato un allestimento che ha raccolto premi al teatro Marrucino qualche anno fa e recentemente è stata rappresentato a Spoleto nella rassegna di teatro amatoriale. Le lettere sono una traccia su cui l’autore ha costruito una storia di fantasia che unifica e propone, ad ogni latitudine, i denominatori comuni di tutti gli aspetti del fenomeno emigrazione. Nello spettacolo, ambientato tra l’Italia e le miniere del Belgio, si ritrovano la povertà, le sofferenze, la solidarietà, le piccole conquiste, i tradimenti, il familismo. Si sorride e si ride ascoltando le lettere sgrammaticate ma si riflette e ci si commuove osservando vicende umane di persone semplici in terre lontane, nella sfida giornaliera per assicurare una vita migliore per i propri figli e infine affrontare un’immigrazione di ritorno per riapprodare nella terra natia con uno struggente Vola, vola finale.
Lo spettacolo di stasera è dedicato a Emiliano Giancristofaro, che ha concesso il titolo e le lettere del saggio. Quello di domani è dedicato a Massimo Benedetti, autore delle musiche di scena.

